Recensioni

7.3

Impattare la primavera col nuovo album – il quarto – dei TV On The Radio è una gran bella storia. Se già il precedente Dear Science, ammiccava un piacionismo in cui s'andava deliziosamente ad impantanare la spinta esploratrice, oggi quel residuo movimento è diventato una languida stasi. Sedata la fregola dell'ibridazione, esaudita la smania di cercarsi, i cinque si sono accoccolati nel proprio sound come piselli nel baccello. Condizione ideale per comporre, e infatti hanno sfornato squisitezze d'alto bordo. Una melodia via l'altra – carezzevoli, concitate, polpose, sgargianti – su dieci tracce una buona metà sono hit potenziali. Ad esempio quando fanno i cugini setosi dei Gnarls Barkley (Forgotten, Second Song), la Beta Band morsa dalla tarantola Talking Heads (No Future Shock), i Wire ipnotizzati Gorillaz (Repetition) o ancora il Peter Gabriel più etereo circonfuso d'organi amniotici Traffic (Killer Crane).

Predomina un senso di relax turgido nel quale la negritudine va a stemperarsi perfettamente tra le congetture wave-pop, producendo sentimento espanso tra vibrazioni spacey e afrori black, intrighi elettrici e sincopi androidi sotto lo sciroppo della superficie. Il quid sonico ne esce tanto duttile quanto robusto, capace d'imbastire con disinvoltura funky fuzzante (la nervosa New Cannonball Blues) e soul cinematico (una Will Do sul punto di ridondare trip-hop), di chiamare in causa con disarmante naturalezza vampe Beastie Boys (Caffeinated Consciousness) oppure l'epica evanescente U2Eno altezza Zooropa (Keep Your Heart).

Nine Types Of Light è un lavoro pungente, radioso, per nulla banale. Nella sua affabilità cela un'affascinante ipotesi di sincretismo sonoro per il presente. Quanto al futuro, per il momento può attendere.

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