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7.3

Sono in giro da un paio d'anni e il digi distribuito ora da self riassume una prima parte di carriera raccogliendo due eppì usciti rispettivamente nel novembre del 2008 e lo scorso marzo. A pubblicarli è Domino, etichetta che sulle nuove leve del pop indipendente c'ha un discreto fiuto e che con il presente quintetto proveniente da Long Island non sbaglia affatto.

Essendo giovanissimi e praticamente a digiuno da studi di registrazione, i cinque hanno tutte le ambizioni, le folgorazioni e qualche difetto del caso. Relegati i confini labili e a una cifra stilistica ancora un po' ondivaga, le compensazioni ripagano, e con gli interessi: un preciso afflato melodico e la misura dello spazio sono già scintille per il perfetto mix di mistero, confidenze pop e incanto indie a tutto tondo.

A colpire nel segno è il canto di Andrea Estella, tra l'art pop dai retrogusti folk del primo eppì Vampires With Dreaming Kids, e le atmosfere che dai Broadcast (Milk And Honey) portano ai Beach House (Lady Daydream) dell'altro medio metraggio Color Your Life. Attorno: spazi sempre aperti e coperti a dovere, smalti sostanzialmente psych bucolici pieni di varianti: qualche tocco library (Galaxy Plateau), un incantevole motorik (The Other Side Of Your Face), glo (All Around And Away), polveri di stelle, angoli twee e, per non farsi mancare nulla, ralenti indie '90 (i Pavement di Ginger).

L'ondata fine Ottanta di 4AD che abbiamo già incontrato, dall'underground più profondo ai Blonde Redhead, arriva certamente anche qui ma diversamente dalle ortodossie del caso, i ragazzi ci mettono la continuità e la misura. Da Devendra e My Brightest Diamond ai Cocteau Twins (e compagnia dream) passando per la endless summer californiana, c'è un limbo dove tutto è possibile e qualche volta è davvero fantastico.

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