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    20
    2013

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Drag City

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Dopo una moltitudine di dischi sfornati al ritmo di due-tre all’anno, dopo aver ristampato tutto il ristampabile dei suoi gruppi adolescenziali, Ty Segall ha deciso di tirare il fiato con il nuovo Sleeper e di cambiare un po’ registro.

Un disco concepito con l’acustica in braccio, di songwriting, nel quale aleggia automaticamente lo spettro di Gene Clark se si pensa all’amore del nostro per i Sessanta-Settanta californiani. Ma è una mezza verità. In realtà il songwriting di Segall ha poco a che fare col folk quanto piuttosto con l’indie (The Keeper), gli apparati Sixties di cori, coretti e falsetti sono decisamente più riconducibili ai Byrds e, dulcis in fundo, qui non si raggiunge mai la delicatezza del miglior Clark solista. Più giusto dire che per l’ennesima volta il piccolo Re Mida della Bay area fa incetta di canzoni pop, con undici tracce pronte a scorrere senza particolari intoppi e grandi vette.

Smuovono un po’ le acque un approccio che rimane azzeccatamente lo-fi (vedi le tamburellate di Come inside) e lo slide blues di 6th street, ma complessivamente si viaggia nell’ordine del buon cantautorato che come da titolo vuole scaldare e intenerire, magari rannicchiati a letto con un bel pigiamino addosso. Certo non è il classico sogno estivo ma per ora toccherà accontentarsi.

3 agosto 2013
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