• giu
    23
    2017

Album

Def Jam Recordings

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La storia degli inglesi UNKLE abbraccia oltre vent’anni di musica elettronica, dalla nascita di uno dei suoi più famosi sottogeneri, il trip-hop, e comprendendone ogni tipo di contaminazione: dallo stoner all’ambient passando per hip-hop e DJing, senza disdegnare funk e house, vero battlefield del deus ex-machina James Lavelle. Dopo ben sette anni dall’ultimo lavoro Where did the night fall (all’epoca stroncato senza appello dal nostro Marco Braggion) il ritorno vede ancora illustri collaborazioni.

C’è di nuovo Mark Lanegan e con lui ESKA, Elliot Power, Keaton Henson, Liela Moss, Mïnk, Dhani Harrison e Steven Young a sostenere un progetto stavolta più corposo e genuino rispetto al passato, e forse finalmente libero da quel simulacro che troppo spesso ha rimandato a un concetto di “ieri” non più esistente. Come confrontarsi dunque con cambi di rotta, progetti paralleli, cambi di formazione cercando di non diventare l’ombra di se stessi? Gli UNKLE scelgono stavolta la forma del concept, nel senso più schietto del termine. Al suo interno respirano più anime scandite da step progressivi che segmentano il lavoro in cinque ceppi: gli Iter da 1 a 5. Su un tema centrale fortemente legato alla vita intesa come spazio fisico in un sistema ontologico, il mood generale si colloca esattamente nel mezzo di frammenti riflessivi intrisi di lirismo (Farewell, Stole Enough, Sonata) impreziositi da un massiccio utilizzo del piano, fughe dreamy in downtempo (Arm’s lenght, The road, Sunrise) e atterraggi muscolari prettamente rock (Looking for the rain, No where to run).

A questo punto diviene impossibile non tener conto delle parole di Lavelle, che afferma di aver tratto ispirazione per The Road dall’esperienza come curatore dello storico festival Meltdown di Londra. La sua edizione, quella del 2014, ha visto avvicendarsi sul palco nomi del calibro di Grandmaster Flash, Josh Homme, Mark Lanegan, Howie B, Polar Bear, solo per citare i più famosi. Più che un’ispirazione, una scossa per le sorti degli UNKLE, che hanno dato vita ad un album finemente ispirato che racconta del nostro quotidiano incedere sospeso tra passato e presente. Non ancora un trionfo, ma certamente una porta spalancata sul futuro.

22 giugno 2017
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