• Nov
    01
    2011

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Lavorare stanca

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Il movimento, da Roma a New York, da Parigi ad Atene, si chiama Indignados. Questo multiforme pensiero che unisce precari o studenti e assume, a seconda delle manipolazioni politiche ed economiche, un nome diverso è, di base, l’urlo degli incazzati. Degli incazzati che si mettono in gioco. Unòrsominòre. è incazzato. E’ incazzato come il punk che fu, ma con la consapevolezza e la razionalità di un mondo che ne ha viste fin troppe di malefatte. Unòrsominòre. è il progetto di Kappa, già voce dei Lecrevisse, band veronese che nel 2003 ha pubblicato l'apprezzato "(due.)" per Jestrai Records.

Proprio quando sembrava scomparire la rabbia del miglior Giorgio Canali, proprio quando Vasco Brondi vira sempre più verso lo stanco e il malinconico, Unòrsominòre. ruggisce senza gracchiare, imbraccia una chitarra acustica e vomita il suo malcontento. Si parla di vite private, di vite rubate (La vita agra I), di ipocrisie velate, di ipocrisie manifeste, di Credit Card, di Marchionne, di Moretti e del clero. “Quaggiù sembra normale vivere per lavorare, lavorare per sopravvivere”, si dice in Storia dell’uomo che volò nello spazio dal suo appartamento: nulla di più vero, “è tutto artificiale”. La vita agra, che del romanzo di Bianciardi non porta solo il titolo, raccoglie dieci brani d’impatto, dieci storie di ordinaria indignazione, come quella di Giovanni Passannante, l’anarchico che attentò alla vita di Umberto I di Savoia e scontò una lunga prigionia, che presto divenne follia. “Non essere conscio è essere complice”: nessuno si salva dalla manna inesorabile delle liriche di Kappa.

Se il mondo si spezza, cade sotto i colpi di una lotta di classe terribilmente fuori moda (Il mattino del 26 luglio), sotto l’estetica del disimpegno o la deontologia dell’aperitivo (Perdenti più sani), unòrsòminòre. vuole essere lì a leccare quella sutura, per essere testimone di questo tremendo terremoto. Importa, poi, se accanto alla pars destruens, quella che langue è proprio la pars costruens? A voi la scelta…

Prodotto da Fabio De Min dei Non voglio che Clara (e come si sente!), La vita agra è un disco decisamente al di sopra delle aspettative. Ruggente e impegnato tanto quanto intimo e introspettivo, ricorda il Paolo Benvegnù senza fronzoli. Sembra dirci: ”Il punto sta qua, ha un nome e un cognome e ve lo dico senza girarci intorno”. Chiamatela schiettezza, chiamatela imprudenza, chiamatela sfacciataggine, ma sembra che funzioni.

1 Dicembre 2011
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