Recensioni

Il nuovo lavoro targato Uochi Toki è un passo ulteriore verso quell’ampliamento di orizzonti e possibilità in ambito di modalità espressive che da sempre pervade e innesta il percorso del duo. La Magia Raccontata da una Macchina è la messa in pratica definitiva (?) e ad oggi più completa all’interno della loro produzione di quel concetto di Libro Audio: un fumetto sonorizzato o un disco illustrato, a seconda dell’angolazione da cui si preferisce approcciarvisi. Nel mio personalissimo caso ha prevalso la prima, ma si è trattato di una sindacabile idiosincrasia applicata ad un continuum concettuale in verità non scindibile.
Facendola breve: non aspettatevi lo storto flow di Lapo tra le tracce del disco. La voce narrante è per l’intera durata (ad eccezione de L’Alchimista) quella monocorde, artificiale e inespressiva di una macchina autoconsapevole. E proprio per questo ascoltare l’audio prescindendo dalla controparte visiva rischia di risultare decisamente indigesto, per quanto le sonorizzazioni di Rico – tra ambient, noise, detriti chiptune, eccetera, in costante espansione e contrazione – rimangano una solida certezza. La storia dipanata è una sorta di cosmogonico fantasy tecnoide, tra maghi, draghi e manticore, materie e matrici, necromanti ed esistenzialismi fantas(y)cientifici. Ogni capitolo si chiude in una cacofonia di disegni astratti, e anche lo stile delle vignette sembra mutare via via che il racconto procede.
Senza perderci in inutili riassunti di trama, consigliamo direttamente di acquistare fumetto e audio in copia fisica e immergersi nell’esperienza completa: sarà un investimento di tempo ed energie considerevole ma ne varrà assolutamente la pena, nonostante le coordinate siano un po’ diverse da quelle che ci si poteva aspettare dai due. O meglio, sono esattamente il punto d’arrivo che ci si poteva aspettare, ma il tutto rischia di risultare comunque un poco spiazzante. E va benissimo così.
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