Recensioni

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Era inevitabile che Uochi Toki arrivassero alla propria Spoon River. Così come era inevitabile che i centri concentrici delle loro (ehm) narrazioni/investigazioni si allargassero fino ad includere, oltre che l’attualità come al solito causticamente indagata, anche passato e futuro.

Libro Audio, serie di racconti e/o aneddoti più o meno verosimili incastrati come al solito su basi crude, è strutturato in due parti: dal vero/reale/credibile dei primi 6 pezzi all’immaginario/impossibile/incredibile dei secondi 6. In mezzo, a fungere da spartiacque L’osservatore: 10 minuti di sludge-core organico e slabbrato sputato fuori dalle macchine di Rico, sotto l’occhio clinico ed inquisitorio dell’osservatore Napo, grillo (s)parlante di una generazione di vuoti cosmici.

Sono però tutte le composizioni ad essere pervase da una sorta di filosofia della genealogia in divenire; cercare un (non)autoritratto in forma di corrosiva cantilena che mette a nudo il re del quotidiano di ognuno di noi. Libro Audio tenta la mappatura dell’esistente attraverso gli occhi (a voler essere ottimisti) disillusi, di uno come tanti, ma nello stesso tempo scarta lateralmente l’obbiettivo dei precedenti lavori: nulla è più riconoscibile e evidente come nelle passate ridicolizzazioni della presunta “scena alternativa”, bensì diventa classico, nel senso più letterario del termine. Capace cioè di sopravvivere al proprio tempo e rendendosi immortale al passare delle situazioni.

Uochi Toki è come al solito un Joyce senza pretese letterarie e cresciuto nella provincia denuclearizzata del post-moderno che si accompagna ad un misto nudo e crudo di beats rovinosi e rovinati, metà Einsturzende Neubauten, metà The Bug. E come al solito è un successo.

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