Recensioni

6.9

Se Van Morrison non avesse pubblicato Astral Weeks lo rispetterei moltissimo ma non lo amerei quanto in effetti lo amo. E la mia vita sarebbe indubbiamente più vuota. Il primo a rendersene conto è proprio Van “The Man”, che quaranta anni dopo quel prodigio di vinile ha deciso di rendergli omaggio rivisitandolo live per due serate – ovviamente sold out – all’Hollywood Bowl, in quel di Los Angeles, California. Durante quei concerti è stato catturato il materiale per questo Astral Weeks Live at the Hollywood Bowl, titolo che inaugura l’etichetta personale di Morrison, la Listen To The Lion.

Disco che trasuda un entusiasmo – va da sé – maturo, dove un disinvolto delizioso horror vacui riempie gli interstizi con friniti di viola, svolazzi di fiddle, trilli di mandolino, vampe di ottoni, palpiti d’organo. Insomma tutto un ricamare sbrigliato e friabile che non sovraccarica semmai spampana i bordi (e i testi) di quei vecchi gloriosi pezzi, stemperandone la densità in un rituale liberatorio, capace di sdilinquirsi con la disinvoltura del jazz-rock-soul andato (raggiungendo l’apice in Ballerina e in Listen To The Lion, quest’ultima una delle due bonus track).

In tutto ciò, la voce del cerimoniere paga impietosamente dazio alle ere geologiche trascorse, mostrandosi competente (e ci mancherebbe) ma legnosa nelle movenze, pronta ad affrontare le dinamiche più impervie ma depauperata del pazzesco bouquet timbrico che ricordavamo. Insomma, ho una notizia per voi: la nostalgia è un gioco tenero e crudele, sia quando finge di credersi vera sia quando – come in questi casi – s’illude di non averne bisogno. La differenza è sottile come il filo delle emozioni, e tenace allo stesso modo. La differenza la fate voi.

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