• gen
    14
    2013

Album

Domino

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Parecchia attesa ha circondato l’uscita del secondo album del progetto Villagers, moniker di cui è titolare l’irlandese Conor J. O’Brien, all’attivo un fulminante e fortunato esordio un paio di anni fa con Becoming A Jackal, pop chamber molto espressivo, il classico ‘primo’ disco di formazione.

Autore di un songwriting di formazione classica che si innesta su tradizioni indie, da Conor Oberst a Micah P. Hinson, Eugene Mc Guinness nonché il nume tutelare Eliott Smith, il dublinese non mostra con {Awayland}  di essere stato ‘travolto’ dal consenso riscosso dall’esordio, proseguendo da un lato il discorso stilistico già intrapreso, e dall’altro andando  oltre, inglobando nella sua musica elementi elettronici, un vecchio amore, che contribuiscono a colorare alcuni pezzi, rendendo l’atmosfera piuttosto dilatata e sospesa. Ecco allora frammenti di kraut e funk, nelle ripetizioni di ritmo di Passing a Message e in altri passaggi. Attenzione, sempre di chamber pop sinfonico trattasi, dove la precedente cifra malinconica è ora trascolorata a favore di un maggiore dinamismo reso in parte dal cambio musicale. Non manca comunque il riconoscimento delle ballad intensissime, di cui il singolo Nothing Arrived è testimone.

Il tessuto musicale procede nel caso di Villagers sempre di pari passo con la parte testuale, qui un altro disco ‘tematico’, un ideale seguito, una visione dell’esistenza con la curiosità e meraviglia dell’innocenza infantile da un lato, e dall’altro il prendere coscienza delle assurdità insite nella stessa.

Un altro album intimo e personale quindi, meno intenso ed espressivo del precedente e con meno impatto all’ascolto. Chiaro segno comunque di un’evoluzione in atto.

7 gennaio 2013
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