Recensioni

Il nuovo progetto di Vince Staples prosegue sulla via della sperimentazione di format che sembra essere una costante nella sua produzione: 11 tracce per 22 minuti di durata, non si capisce bene cosa sia (playlist, mini-album, mixtape, EP lungo, boh) ma va bene così. Il concept alle spalle, come il titolo suggerisce, è un omaggio alle stazioni radio come creatrici di identità musicali da attribuire alla città che le ospita: in questo senso FM! è ben radicato in quella Long Beach da sempre teatro di tutti i racconti di Staples (vedi anche il bel video girato in street View di Google Maps per FUN!).
Rispetto al più trasversalmente osannato Lamar, Staples è meno Messia e più anti-eroe; il suo è una sorta di leopardiano pessimismo cosmico declinato attraverso una narrazione urbana in chiaroscuro. E se ad oggi sembra molto difficile che Vince possa un giorno diventare il curatore della soundtrack di un blockbuster fumettoso o vincere il Pulitzer, in molti (e a ragione) lo vedono come una penna – e un interprete – senza granché da invidiare nemmeno allo stesso Kendrick. Il tratto più esaltante di questo nuovo progetto, al di là degli skit e dei teaser che inframmezzano la scaletta, è proprio l’incontro tra l’oscurità da sempre sottesa alla sua musica e questa estetica più radiofonica da palinsesto di heavy-rotation.
Tante delle tracce di FM! sono quanto di più catchy e orecchiabile Staples abbia mai licenziato, con ritornelli anthemici e strofe ballabilissime. Lungi però dallo scadere in una concessione alla commercialata che sarebbe risultata piuttosto incoerente: la cattiveria resta prepotente e la patina dark è più evidente che mai, tra storie di vita condite da omicidi e violenze varie (con i consueti trolling post-ironici) e beat di matrice west-coast virati in una chiave veramente eerie da sample e sintetizzatori spettrali. Dalle banger più assassine (FUN, erede di Norf Norf) ai pezzi più storti (Relay, fantastica), quella di Staples è una ricetta che di base resta sempre la stessa, ma nondimeno continua a esaltare. Ancora una volta tra le migliori cose dell’anno.
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