Recensioni

Angeli e demoni. Fantasmi del palcoscenico. Vibrazioni lunari. Brume cavernose. Tavolieri artici. Languori valvolari. Transitor fumiganti. Struggimenti di celluloide e piani sequenza esistenziali. E ancora, il grido di solitudine dei palombari. L'angoscia ridanciana dei patafisici. Il brontolio nascosto dei fuochi artificiali. Il romanticismo malsano degli alchimisti-stregoni. La solitudine sublime dell'astronauta. L'antichità della modernità.
Tra Vincenzo Vasi ed il theremin c'è un braccio che unisce e separa l'immaginario dall'espressione, l'immaginabile e l'espresso. Un braccio-strumento, un braccio-mente, un braccio-cuore. Un braccio-ponte tra umano e macchina, tra disposizione e dispositivo. Un Braccio Elettrico. Nove le tracce, diverse per mood e destinazione (concepite per programmi radiofonici, spettacoli teatrali, performance solitarie o in ensemble), pochi ma suggestivi gli strumenti di contorno (omnichord, microfoni magnetici, eco a nastro…), due le cover (il tema di Halloween II di John Carpenter e quella Lil Darling portata al successo da Count Basie nei tardi Fifties). L'intenzione è omaggiare "il più antico strumento musicale elettronico", con questo che è il primo volume di una serie ad esso dedicata. Oltre l'omaggio, si aprono squarci nel sipario del fantastico.
Tra gli innumerevoli musicisti che hanno beneficiato dell'arte di Vasi (citiamone alcuni: Vinicio Capossela, Gianluca Petrella, Egle Sommacal, Ivan Valentini, Roy Paci, Marc Ribot, Vinicius Cantuaria, Gak Sato, Alessandro Stefana, Jacopo Andreini, Lukas Ligeti, John Zorn…) il buon Mike Patton è tra gli sponsor più entusiasti. Detto tutto, mi sembra.
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