• Apr
    01
    2016

Album

Atlantic Records

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Il problema principale nel recensire un disco dei Weezer è quello di dover fare i conti con le aspettative di chi ricorda ancora il gruppo artisticamente accettabile dei primi due album e quelle dei tanti (ahimé) che ne hanno accettato di buon grado gli exploit goliardici (per non dire cialtroni) del periodo più recente. Ora che anche dai succesi commerciali è passata un po’ di acqua sotto i ponti, gli ultimi lavori si ricordano più per le copertine bizzarre che per le canzoni. Forse è per questo motivo che il nuovo album sembra voler inaugurare una linea più sobria, introducendo testi più intimisti e classicizzando appena quel grunge pop che Rivers Cuomo e soci inaugurarono nel ’94 e che oggi sembra essere tornato prepotentemente di moda.

Più che un back to basics, un aggiustamento di tiro che si muove nella direzione di un sound 60s e 70s filtrato inevitabilmente dalla sensibilità anni Novanta dei Nostri. È il caso del power pop ipervitaminizzato dell’opener California Girls, che con le sue ritmiche possenti e i coretti beachboysiani (d’altronde, sempre di California si parla!) sarebbe potuto uscire in un momento qualsiasi degli ultimi trent’anni. I ritmi sincopati di Wind In Our Sail (guidata da un piano cha fa tanto Ben Folds) attualizzano il discorso mostrandoci il lato più pop e arrestandosi appena prima di giungere in “zona Maroon 5”. Persino in un brano come Thank God For Girls, grazie a cui il gruppo mantiene il minimo sindacale di dumbness, si legge un nuovo modo di flirtare con l’hip hop, vale a dire in maniera meno clownesca e più strumentale. Con Summer Elaine e Drunk Dori ci mostrano finalmente come si costruisce un brano (power) pop di pregio, mentre LA Girls è un grazioso 3/4 elettrico, nonché il frammento che più si ricollega agli esordi dell’album blu.

In fondo è questo quello che i fan di oggi e di ieri aspettano con più ansia, ed è quello che (a tratti) ottengono con il White Album. Magari non una nuova Buddy Holly, ma almeno qualche entry dignitosa da inserire nel canzoniere maggiore della band.

8 Aprile 2016
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