Recensioni

Aspettavamo al varco i White Hills per sapere che direzione avrebbero preso dopo la svolta iniziata un anno fa con il disco omonimo. Il nuovo Hp-1 da una risposta parziale, lasciando aperti ancora parecchi conti.
I suoni muscolari da rock'n'roll in pelle duro e puro vengono in parte accantonati, pur prevalendo ancora quando i White Hills si adagiano nella sicurezza di tirate spacey (No Other Way) e hard (The Condition Of Nothing). Una vena sperimentale traspare comunque forte del disco: il battito motorik sporcato di noise di Paradise, il glitch tribale di Monument, la doppietta d'elettronica ambientale A Need To Know / Hand In Hand.
Un buon disco in cui alla fine rimane la sensazione che sia il peso degli ospiti a tirare fuori il meglio. In particolare in Paradise e nella stupenda Monument la mano di Kid Millions si sente tutta. Quando sono lasciato a loro stessi, i White Hills tornano spesso a un più canonico hard-space-rock (Hp-1, Upon Arrival).
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