Recensioni

Aveva sorpreso un po' tutti il giovanissimo Jack Tatum (aka Wild Nothing) all'uscita dell'album di debutto Gemini. Jack – che live si fa accompagnare da fedeli compagni – sapeva che il secondo album avrebbe rappresentato la prova del nove, un passaggio decisivo per le sorti della sua carriera. Per questo motivo ha preferito non lasciare nulla al caso ed esplorare in modo ossessivo quello che nel suo mondo ideale dovrebbe essere la musica pop.
Come Perfume Genius, anche Jack Tatum nel sophomore alza ulteriormente il tiro e lo fa con un disco che rasenta la perfezione, almeno per quanto riguarda il gusto nella scrittura di pop songs. Undici gemme – esclusa dalla tracklist la non irresistibile Nowhere, uscita in 7'' qualche mese fa – che coincidono senza ombra di dubbio con un periodo di grande ispirazione o se preferite, uno stato di grazia: melodie, armonie e intrecci strumentali senza sbavature.
E' ancora il ponte ideale tra leggero indie pop e suggestioni dreamy quello che Jack porta su disco, ma in Nocturne gioca anche con diramazioni eighties simil Destroyer (la strofa dell'ottima Counting Days, forte anche di un ritornello inarrestabile), chitarrine acus(twee)che in Shadow, contaminazioni dream-jangle in Midnight Song e nell'ottima Disappear Always fino al soph-soft-chill-synth (sulla scia del compagno di scuderia Heavenly Beat) con tanto di '80s funky vibes di Paradise.
Nocturne è probabilmente il disco definitivo dell'estate: adatto ad ogni situazione, rinfresca e disseta chiunque abbia voglia di grande pop music nella sua forma più pura. Se nell'estate 2010 vi siete spiaggiati sulle distorsioni fuzz e se nell'estate 2011 vi siete chillati sulle note di Washed Out, quest'anno abbandonatevi alle Captured Tracks' jangle guitars di Wild Nothing (e DIIV).
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