Recensioni

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I Wooden Shjips sono un gruppo così rétro che fra poco cominceranno ad andare indietro nel tempo. Già il fatto che abbiano scelto come nome il titolo di una vecchia canzone dei Jefferson Airplane la dice lunga. Aggiungiamoci pure che i ragazzi vengono da San Francisco e che con certi suoni ci sono evidentemente cresciuti e il verdetto è presto espresso. Condannarli a fare da roadie per i Led Zeppelin sarebbe per loro una manna dal cielo. Mandarli a lezioni di sballo dal Re Lucertola sarebbe come raggiungere il nirvana. La loro proposta è quindi né più né meno che una proposta di genere, che come esce dai suoi confini muore per mancanza di ossigeno. Ma quando ci sono dentro (cioè pressoché sempre) non gli manca la mano o il mestiere. Lucy’s Ride per esempio è come la migliore b-side degli Spacemen 3. Blue Sky Bends non la scambi per un brano dei Doors solo perché non c’è l’organo, che invece appare sulla conclusiva Shine Like Suns che più krauta di così non si può. Un bel bignami di acid rock, psichedelia e hard rock anni ‘70, ma qualcuno gli dica che il calendario segna 2007 e fra poco ci toccherà pure archiviarlo.

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