• Set
    01
    2011

Album

Tarzan Records

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La fattucchiera-sciamana ?Alos (al secolo Stefania Pedretti, ben nota protagonista di scelleratezze OvO e Allun) ed il sempre attivo Xabier Iriondo (già terrorista sonico per Afterhours, Uncode Duello, A Short Apnea e NoGuRu tra gli altri) fanno convergere intenti e competenze per uno split di tre tracce che, visti i titoli in scaletta, potremmo ben definire climatico. Ma c'è ben poco da scherzare: l'aria è pesante, minacciosa, nevrastenica fin dalle prime battute della peraltro breve The Clouds, battito ipnotico su una corda, cigolii ambientali, echi traditional folk in un mood gotico deragliato che diresti quasi waitsiano, su cui impazza il canto posseduto da serpenta (vedi alla voce Diamanda Galas), da delirio teatrale Nina Hagen con strascichi mistici Patti Smith.

Segue una The Rain dalla struttura altrettanto minimale ma non priva di ridondanze esotico-balcaniche, tra corde scorticate a secco e percussività primordiale, sempre la teatralità spinta perché la performance è cuore e chiave poetica del tutto. Pezzo forte è però The Storm, pennate come vampe effettate, una processione distorta, impietosa, noise atavico, ragli nevrastenici, liturgia feroce, lugubre, farneticante ma ferma, grado zero rock come scossa elettrosintetica, anima-animale che digrigna vita. Lasciate ogni quietezza, o voi ch'entrate.

12 Ottobre 2011
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