Recensioni

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Una compilation ben riuscita è sempre una cosa positiva, tanto più che decisamente rara; se poi l’uscita può vantare meriti ulteriori, allora si carica di significati interessanti per il quali è bene che le si renda merito.

È questo il caso di XXperiments i cui pregi di cui sopra sono, in primis, di uscire su dieStasi, un’etichetta che ha avuto il merito di far debuttare acts come Zola Jesus e Wrists (il progetto synth-punk dei Wax Museums); in secondo luogo di essere una compilation su vinile, cosa piuttosto insolita oggi giorno. Infine, cosa più importante, di essere più che una mera raccolta di canzoni; trattasi infatti di un vero e proprio manifesto musicale che rappresenta le linee guida ed i dettami estetici di quella neonata sottoscena di band e progetti individuali, tutti al femminile, che ha recentemente preso il nome di crimson-wave (termine che in gergo indica il ciclo mestruale – giusto per schierarsi ulteriormente), là fuori, da qualche parte nel Mid-West sperduto degli Stati Uniti. E questi caratteri che accomunano i nomi presenti sulla compilation (alcuni già noti ai più attenti, altri al debutto) sono quanto di più ostico e spiazzante ci possa aspettare da un manipolo di signorine: che sia il blues ultra primitivo delle Cro Magnon, la narcolessia elettronica di Luxury Prevention e Buckets Of Bile o le claudicazioni di Bird e U.S. Girls, l’inquietante sensazione di stare ascoltando la soundtrack di un film di fantasmi è assicurata. Talvolta i toni si inaspriscono e talvolta invece si fanno più epici e potenti, come nel pezzo di Zola Jesus che chiude brillantemente il disco con una prova degna dell’interesse che questa ragazza ha recentemente suscitato intorno a sé. In tutti questi casi, però, vale il monito, che, tanto per essere ineccepibili, la dieStasi ha fatto incidere sulla parte interna, non stampata del vinile: “Beware of the crimson-wave”.

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