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    24
    2015

Album

La Tempesta International

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La produzione precedente di Yakamoto Kotzuga (alias del giovane producer veneto Giacomo Mazzucato), seppur in costante evoluzione stilistica, aveva sempre mantenuto una costante e ben riconoscibile uniformità di atmosfere sospese tra malinconia onirica ed intima dolcezza, con piccoli bozzetti di fragile lirismo elettronico.

Questo nuovo lavoro segna invece una profonda cesura stilistica con quanto fatto finora, evidente sin dai primi pesantissimi passi dell’iniziale The Duel: il nostalgico sogno che fu, si tinge ora di un nero lucente, abbracciando una lisergica oscurità che paradossalmente riflette uno spettro cromatico ampissimo: la tenebrosa dub in crescendo di Night Rider, fumosa e asfittica fino al martellante ed ossessivo finale, le devastanti bordate post hip-hop di Permanence, l’incredibile The Awareness Of Being Temporary, uno scrigno di ossidiana che racchiude al suo interno una quantità tale di idee da bastare normalmente per un disco intero, con sapienti alternanze tra nervosi contrappunti ritmici e intercalare ambientale, parentesi post-rock che profumano di God Is An Astronaut e loop chitarristici in scia John Frusciante che guidano verso il ribollente e frenetico finale.

Futile, bucolica e sognante folktronica screziata di dance, non avrebbe sfigurato affatto in There Is Love In You di Four Tet, Hermit parte intrisa di psichedelia per poi lasciarsi tentare da una suggestione pianistica che sembra guardare addirittura a Michel Petrucciani (!) e a certo jazz francese di fine secolo scorso, Such A Fragile Flower gioca con ossessive sperimentazioni electro, mentre I Was Dead si muove tra nervose paranoie ritmiche ed echi ambient proseguiti nella parte iniziale della title-track, che si riaggancia poi a deviate scorie hip-hop. Segue Cruel, splendente gemma tribale di oscurità techno. La lancinante spirale di Triumph accompagna vorticosa l’ascoltatore verso la conclusione di un disco magnifico e completo, buio e malato, ma al contempo caleidoscopico nella sua poliedricità, da ascoltare chiusi in casa e con le finestre oscurate. Centro pieno per un giovane producer che all’esordio effettivo mostra già una maturità impressionante.

26 Marzo 2015
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