Recensioni

Da poco transitato in Italia col suo spettacolo audio/visivo Cine-cussion, Z’ev, a.k.a. Stefan Joel Weisser, come nella sua migliore tradizione collaborativa ad ampio spettro, unisce le forze con Simon Balestrazzi per questo flusso sonoro suddiviso in vari movimenti. Reverbalizations è esattamente ciò che indica il titolo: una rifrazione dei suoni percussivi di matrice matericamente industriale, elaborati da “colui che venne prima degli Einsturzende…” (parafrasando una celebre definizione di Jason Pettigrew di Alternative Press Magazine), vista attraverso la lente distorcente dello sguardo manipolatorio di una delle eminenze grigie dell’industrial italiano, vedi alla voce T.A.C. ma anche Dream Weapon Ritual, ovvero Simon Balestrazzi.
Un unico movimento suddiviso in sette sezioni in cui i clangori metallici, gli sfregamenti materici, le ruvidezze (a)ritmiche dell’americano – catturate live durante una session sarda in una antica miniera chiamata Cavità delle Cinque Colonne – vengono in seguito dilatate, ampliate, “dronizzate” dalla mano sapiente di Balestrazzi, al fine di creare paesaggi sonori insieme freddi e ipnotici, così come fluttuanti e magnetici. Musiche capaci realmente di rendere sia i riverberi della location naturale, la sua storia, il suo passato, i trascorsi di chi vi ha transitato nel corso dei secoli, sia di mostrare come l’interazione tra suoni materici e elaborazione digitale possa portare a nuove forme estremamente interessanti. Insomma, un ottimo esempio di quella che, andando di parafrasi, non esiterei a definire una sorta di “ambient-materic music for the iron youth”.
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