Recensioni

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Visti i nomi coinvolti in sede produttiva (Big Fish, Low Kidd, Sick Luke, NASKA), poteva anche palesarsi il dubbio che questo non fosse il solito disco dello youtuber reinventatosi rapper con zero credibilità e ancora meno urgenza. E invece è esattamente così. Zoda (golden boy somaticamente a metà strada tra un Guè Pequeno smagrito e Zayn, ma col taglio di capelli di Jim Carrey in Scemo e Più Scemo) confeziona un bignami da fast food di varie tendenze più o meno attuali, senza nulla aggiungere a trend che puzzano già di stantio.

Siamo all’ennesima riproposizione dell’emo-trap virato Soundcloud à la Lil Peep e soci, unito a qualche chitarrina liofilizzata vagamente nu-metal (Linea 77 e compagnia). Si procede per slogan a stampino («non dirmi resta se /poi te ne vai», «non sarà l’oro a colmare tutto sto vuoto», «e so che dici di no / anche se pensi di sì / non facciamoci male baby»), pun da baci Perugina (COMETE/COME-TE) e una stanca aria da sigla villaggio vacanze (GTA). Da cestinare nell’umido come se non ci fosse un domani.

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