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7.5

Se volete possiamo parlare di ritmi africani, melodie esotiche e di tutti gli ammennicoli della world music come se fossero ancora suoni insoliti per le nostre orecchie. Ma le derive terzomondiste di certa musica, per fortuna, le abbiamo superate. Il mondo ormai ce lo abbiamo dentro casa e più che andarlo a cercare è lui che ci ha trovato, ha fatto all'amore con le nostre madri e ci ha reso tutti dei meticci culturali. Per parlare degli Zun Zun Egui non usiamo quindi, vi prego, il termine world ma parliamo semplicemente di rock. Tra prog, geometrie matematiche e funk spastico, i colori etnici dell'album sanno di esotico tanto quanto può esserlo mangiare sushi o kebab.

Altro che esploratori con cappello d'ordinanza, bermuda corte e guida autoctona a condurli! Gli Zun Zun Egui sono i ragazzi che potete trovare al bar sotto casa, in tenuta hipster, pelle olivastra e occhi leggermente a mandorla. Che poi quel bar sotto casa sia in una città che tira fuori musicisti a ciclo continuo come Bristol certo aiuta. Con la naturalezza del campione, gli inglesini scombinano stili e geografia a poderosi colpi di bacino e macinano distanze con i piedi che si muovono a tempo di irresistibili danze sincopate. Il mondo è vicino, è scritto nei nostri geni e balla insieme a noi. Per averne conferma provate a sentire come le strade di una città inglese si trasformano in una giungla brulicante (Katang) o come le ballate pacifiche e serene da godersi al sole del mare dei Caraibi possano avere lo stesso effetto se ascoltate nel grigiume dei grattacieli inglesi (Dance Of The Crickets). Se ancora non siete convinti sentite come si mischiano blues e Maghreb (Mr. Brown) o come suonano i Primus quando giocano con i Monti Appalachi e il Corno d'Africa (Cowboy). Per averne la certezza forse si dovrà aspettare di vedere i Talking Heads cadere in un fumetto (Fandango Fresh).

Katang è la giungla urbana della globalizzazione. Ci sono i sapori che si mischiano in gusti impensati, ci sono le musiche che si sovrappongono fino a trovare il modo di incastrarsi, c'è tutta la variegata cromaticità del nuovo millennio inoltrato. L'ambiente sonoro dell'Occidente è oggi pieno di tutto il mondo. Il rock è diventato ancora più bastardo. Se prima c'erano solo gli schiavi africani e i puritani inglesi, ora si fa prima a dire tra tutti i popoli della Terra chi non c'è rispetto a chi c'è. Gli Zun Zun Egui sembrano volerci dire tutto questo con un disco tutto impatto e freschezza.

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