Twin Peaks: The Return

Twin Peaks: The Return, commento alla parte 13 e 14

Quante perle. Quante scene già di culto, in questi due ulteriori episodi del ricchissimo The Return. Ricco di intrecci, di idee, di teorie e supposizioni, di dettagli rivelatori, di zoom in e zoom out da Twin Peaks, di personaggi e ovviamente di “apparizioni”.

Si ride da star male con il trenino a suon di musichina schizzata da jackpot – in realtà, trattasi di uno spezzone velocizzato di una sequenza di batteria tratta dal The Twin Peaks Archive, Freshly Squeezed – allestito dai fratelli Mitchum assieme a Dougie e alle tre pin up di rosa vestite: la comitiva, con ogni probabilità altamente sbronza, porta dei regali in omaggio a Bushnell, per ringraziarlo dei soldi incassati grazie all’assicurazione. Dei regali, nella fattispecie un’automobile e un’altalena per il figlio, arriveranno anche alla famiglia di Dougie, sotto agli occhi beatamente esterrefatti di Janey-E (un’espressione, la sua, indimenticabile). Anthony Sinclair, il dipendente farabutto di Bushnell, viene quindi incaricato da Duncan Todd di assassinare Dougie: attorno al tavolo di un bar il primo tenta invano di avvelenare il secondo, sempre più attratto da caffè e torte di ciliegie. Invano perché finirà per pentirsi amaramente e confessare addirittura tutti i suoi raggiri.

Intanto Bad Cooper è alla ricerca del traditore Ray, che gli aveva sparato cercando di ucciderlo (anche in questo caso invano, su intervento di forze maligne anziché benigne…). Bad Cooper si trova così costretto a sfidare il robusto capo pelato della banda di malviventi, a cui oltre a Ray appartiene anche lo spietato Richard Horne. In palio, la leadership della combriccola e soprattutto la possibilità di estorcere informazioni, con le buone o le cattive, allo stesso Ray.  La sfida si svolge attorno a un tavolino, a braccio di ferro, in una sequenza violenta e surreale, che potrebbe uscire benissimo dai primi film di Quentin Tarantino. Bad Cooper non soltanto vince, ma ammazza il pelato con un pugno sferrato in piena faccia. Dopodiché, Ray confessa a Bad Cooper che Philipp Jeffries lo voleva morto e gli fornisce delle coordinate ma in cambio ottiene soltanto, dopo essere stato costretto a indossare l’anello verde della Caverna del Gufo, di essere freddato con un proiettile in fronte, ritrovandosi catapultato nella Loggia Nera.

Quasi si piange, invece, quando vediamo per la prima volta Big Ed, a cena al Double R. Norma, l’amore della sua vita mai giunto a realizzarsi davvero, flirta con il materialistico socio d’affari Walter. Big Ed torna alla sua stazione di servizio, finendo il pasto per conto proprio anche se in teoria “nessuno dovrebbe mangiare da solo”,  e brucia quello che sembrerebbe essere un vecchio pezzo di carta. Nadine, la moglie di Big Ed, incontra da parte sua il dottor Jacoby, che in passato l’aveva curata, e i due traggono reciproca soddisfazione dalla loro eccentricità ormai fuori controllo, quasi come se parlassero un linguaggio altro.

Al Rodhouse tocca poi curiosamente a James Hurley esibirsi (nel successivo episodio 14 le danze saranno chiuse dalla folksinger americana Lissie, con un’esecuzione orecchiabile di Wild West), accompagnato per l’occasione da due coriste, con la canzone Just You, che fa commuovere Renee in sala. La canzone, scritta da Badalamenti e Lynch, era già stata eseguita da James, in compagnia di Donna Hayward e Maddy Ferguson, nel nono episodio della seconda stagione di Twin Peaks. “Just you and I“, ma se questi “you and I” cambiano in circolo vizioso, l’infelicità resta. Non solo quella di Big Ed e Norma, ma anche quella di Bobby e Shelley (e della loro figlia Becky).

Proprio James, nell’episodio 14, nella sera del suo compleanno, parla a lungo con il collega di lavoro Freddie, munito di un hulkiano guanto verde fornitogli a quanto racconta dal Gigante. Guanto che gli fornisce poteri sovraumani alla mano destra: un bel braccio di ferro ci starebbe bene, allora, no?

Sarah Palmer (una micidiale Grace Zabriskie) è a casa, a bere e fumare, a guardare un frammento di un incontro di boxe in loop da andare fuori di cervello (è Bushnell, il pugile sullo schermo?).  Nell’episodio 14 la vediamo ordinare un Bloody Mary al bancone di un pub e venire poco dopo avvicinata da un uomo molesto. Sarah si “toglie” il volto, proprio come abbiamo visto fare alla figlia Laura nella Loggia Nera, e morde alla gola il molestatore. Con un morso disumano, dagli effetti non dissimili da quelli prodotti dall’aggressione del “mostro bianco” fuoriuscito a suo tempo dalla teca di vetro.

Ma l’episodio 14 è anche l’episodio dei “boschi”, dove si dirigono Bobby (suo padre, il defunto Maggiore Briggs, trafficava in una misteriosa stazione lì nei pressi, adibita per indagini su attività extraterresti: se avete letto il recente libro di Mark Frost, Le vite segrete di Twin Peaks, ne saprete qualcosa di più), lo sceriffo Frank Truman, Hawk e Andy. E proprio quest’ultimo viene risucchiato attraverso un vortice nella Loggia Bianca, dopo che i quattro rinvengono il corpo privo di sensi di Naido, la donna orientale dagli occhi cuciti comparsa nell’episodio 3. Andy si ritrova seduto davanti al Gigante, che afferma di chiamarsi “The Fireman”, e che gli mostra il “senso” di alcuni eventi cruciali. I quattro, di nuovo riuniti, si muovono attorno agli alberi come i “woodsmen” si muovevano attorno alla gas station.

Frank, poco prima, aveva informato Gordon che nelle pagine strappate dal diario di Laura Palmer, ritrovate da Hawk, si accennava all’esistenza di due Cooper, mentre Albert istruisce Tammy sull’operazione Blue Rose e sulla scomparsa di Philipp Jeffreys. Ma la rivelazione più curiosa che avviene negli uffici dell’FBI arriva da Diane, che svela di essere la sorella di Janey-E. Le due “bionde” per antonomasia lanciate e supportate da Lynch, Laura Dern e Naomi Watts: non poteva essere altrimenti.

Lynch/Gordon è impegnato anche in un altro siparietto spassoso, quando narra il sogno – in rigoroso bianco e nero – che lo vede dialogare con Monica Bellucci, nei panni di… Monica Bellucci.  Che dice: “We’re like the dreamer who dreams and lives inside the dream… but who is the dreamer?” (il telefilm, del resto, abbonda di frasi-tormentone). Lynch “è” il sognatore, per antonomasia. E qui il sogno va indietro, ai vecchi tempi: Gordon giovane, Jeffrey – David Bowie, l’episodio è dedicato a lui e siamo sicuri che, se il destino non fosse stato avverso, lo avremmo ritrovato in carne e ossa – che appare e indica Cooper. “Oh, I’ll be free / Just like that bluebird“.