Maradona in azione

“Il giorno in cui morì il calcio”. Manu Chao voleva essere Maradona in “La Vida Tombola”

Oggi, 25 novembre 2020 verrà ricordato probabilmente come il giorno in cui morì il Calcio. Se questa disciplina sportiva è infatti molto spesso associata a concetti religiosi, Diego Armando Maradona non ne è stato solo un semplice profeta, ma un vero e proprio Dio fattosi uomo e sceso in Terra per i suoi fedeli praticanti. Se scaviamo ancor più in profondità, non solo attraverso la lente d’ingrandimento italiana, ma quella napoletana, scopriremo poi che Maradona va ben oltre qualsiasi concezione di divinità: non si può pensare alla città di Napoli senza Maradona e viceversa e quei due miracolosi scudetti delle stagioni 1986-1987 e 1989-1990 sono lì a testimoniare come il miracolo esista e sia avvenuto sotto gli occhi di tutti.

Divenuto immediatamente personaggio, oltre che uno dei calciatori più celebri della storia di questo sport, il nome di Maradona è stato spesso sinonimo di eccesso, a dimostrazione dell’assioma genio e sregolatezza; al suo nome, oltre che al significato sportivo, ne viene accostato un altro che lo identifica come fenomeno di costume. Lo vediamo quindi citato in opere che esulano dall’attività sportiva, lo vediamo al cinema, in televisione, alle feste, lo vediamo associato a qualsiasi cosa. Già il soprannome El Pibe de Oro non ha bisogno di spiegazioni, e dal 1986 in poi, dopo una sua celebre intervista, l’espressione “la mano de Dios” comincia a entrare nel linguaggio comune, con un’enfasi ironica che la dice lunga sul personaggio.

Maradona non è estraneo nemmeno al vasto mondo musicale e un celebre esempio che vogliamo ricordare, che si sposa anche al campo cinematografico, è contenuto all’interno del documentario Maradona di Kusturica, in cui Manu Chao dedica all’idolo argentino il brano La Vida Tombola. Il clip racconta molto bene per immagini cosa significhi il fenomeno Maradona, non tanto per le scene di vita vissuta dell’ex-calciatore o per le gesta calcistiche – rese immortali proprio dal mezzo televisivo, ma su questo andrebbe aperto un dibattito a parte – quanto per l’influenza immediata sulla gente, sulla quotidianità del tifoso, disposto a far di tutto anche solo per toccarlo con un dito, per rendersi conto della sua esistenza terrena.

«Si yo fuera Maradona / Viviría como él / Si yo fuera Maradona / Frente a cualquier portería». Nel suo brano, Manu Chao sceglie di parlare di Maradona per via indiretta e sogna cosa accadrebbe alla sua vita se questa avesse preso una piega un po’ diversa, tipo se fosse stato lui stesso Maradona e le scelte che avrebbe compiuto. Tutto quello che ha sarebbe stato moltiplicato all’infinito, dalle gioie agli eccessi, ma il cantautore non è deluso per come gli è andata, anzi. Ama la vita e si rende perfettamente conto che l’esistenza stessa è una giostra. Nei territori della Spagna così come in America Latina, la tombola e la sorte si ritrovano unite in vari esempi della letteratura, così come è possibile rintracciarne un legame in una popolare filastrocca per bambini:

La vida es una tómbola tom tom tómbola de luz y de color de luz y de color Y todos en la tómbola tom tom tómbola y todos en la tómbola tom tom tómbola Encuentran un amor Tómbola! En la tómbola del mundo, yo he tenido mucha suerte. Por que todo mi cariño, a tu número jugué