Gran Zebrù (2020)
Esclusiva

Gran Zebrù. “No hay bamba”, una strana domenica all’Idroscalo

I milanesi Gran Zebrù hanno appena pubblicato il loro EP d’esordio in formato digitale, apprezzabile tentativo di unire le chitarre dell’indie e del post rock a melodie che non disdegnano l’idea di riallacciarsi a un certo cantautorato italiano, che sia quello classico o il più recente. Il primo brano, No hay bamba, porta idealmente “i Mogwai in gita all’Idroscalo”: proprio all’Idroscalo e nel vicino parco di divertimenti è stato girato il video, che descrive una domenica pomeriggio meneghina sospesa tra l’apatia e un’improbabile fuga dalla realtà attraverso gli stupefacenti (il titolo, come si può immaginare, è un gioco di parole tra la frase cult di Mulholland Drive di David Lynch e la bamba, forma gergale preferita per indicare la cocaina nel milanese).

Le movenze iniziali sono lente, accompagnano una melodia gentile e in apparenza un po’ svagata, con un ritornello arioso che si mette di traverso e si fa canticchiare; ma da metà in poi la musica cambia registro e si inventa una lunga coda di chitarre in crescendo: così, nel filmato, l’atmosfera spensierata nasconde una sensazione di minaccia che esplode nel finale, quando le distorsioni prendono il sopravvento e la tonalità virano verso uno spietato bianco e nero.

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