PJ Harvey è stata la strepitosa anteprima del 22esimo Festival Internazionale della Poesia di Genova. L’artista britannica ha presentato The Hollow of the Hand (L’incavo della mano), una raccolta di poesie corredata dalle immagini del regista e fotografo irlandese Seamus Murphy, libro che documenta l’esperienza dei loro viaggi in Kosovo, Afghanistan e Washington DC e che fa il paio con l’ultimo album della cantante The Hope Six Demolition Project, incentrato sugli stessi temi.
«Raccogliere solo informazioni mi sembrava troppo lontano da quello che stavo provando a fare», ha spiegato la Harvey. «Volevo respirare l’aria dei luoghi, sentire la terra sotto i miei piedi, incontrare le persone… così io e Seamus abbiamo deciso di lavorare insieme a questo progetto, io raccogliendo parole, lui fotografando, lasciandoci guidare dal nostro istinto». L’artista ha stregato con la sua voce ineffabile le circa duecento persone presenti nel Salone del Minor Consiglio di Palazzo Ducale a Genova, mentre alle sue spalle venivano proiettate varie fotografie, tra cui bambini che giocano in strada in Kosovo, donne che indossano un lungo velo che le copre da capo a piedi in Afghanistan o politici incravattati a Washington DC.
Di seguito gli scatti di Patrizio Buralli. Sempre su SA trovate, inoltre, l’ascolto e la recensione di The Hope Six Demolition Project, oltre ad un’introduzione al lavoro della Harvey scritto da Stefano Solventi.







