• gen
    17
    2017

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V4V Records

L’hype è una brutta bestia, ti tiene lì sulle spine nella speranza di capire se tutto il gran parlare di un gruppo o di un album sia giustificato o se si tratti di una bolla d’aria. I Gomma sono uno dei gruppi italiani più chiacchierati degli ultimi mesi e, ovviamente, mettere sul piatto Toska, il loro esordio discografico, significa arrivare dritti al punto e capire se e quanto i ragazzi sono bravi.

La band di Caserta ricama un album che mescola sostanzialmente schitarrate emo e ambientazioni post-punk con un’attenzione particolare a dissertazioni post-rock inquadrate in un perimetro pop nascosto ma pur sempre vivo. Il titolo dell’esordio dei Gomma ha a che fare con l’angoscia, un mal di vivere che incombe senza una particolare ragione. Un po’ come dei moderni Sartre alle prese con La Nausea, i casertani si immergono nei meandri dell’inquietudine dell’essere umano del XXI secolo ma se per lo scrittore francese «l’inferno sono gli altri», le canzoni di Toska sono frammenti di realtà che lottano nell’intimità quotidiana dove il ronzio di una mosca o la voce di un padre possono avere lo stesso impatto emotivo di pugni allo stomaco e calci al cuore. Ai salmi politicizzanti dei CCCP, il quartetto preferisce il percorso mentale ed emotivo che permette alla povera Alice di “capire” il mondo dopo aver “scoperto” sé stessa.

La dimensione narrativa dei Gomma è il riflesso di una vita vissuta su un vetro opaco dove mesi, luoghi, persone e azioni si susseguono nel tentativo di risultare utili a quella che è, a tutti gli effetti, una seduta psicanalitica di poco più di venti minuti. Alice Scopre prende i Diaframma e li incastra tra le Affinità e divergenze di ricordi plastificati, vuoti incolmabili tra figli e genitori e, soprattutto, tra Alice e il resto del mondo. Aprile rende i Cloud Nothings logorroici, la matematica di chitarre e ritmica in Le Scarpe di Beethoven serve a sciogliere il paragone metaforico tra le scarpe nuove e le vecchie abitudini che non riusciamo ad estirpare. Se poi in Elefanti e in Vicolo Spino la tensione si abbassa in favore di ballate oscure, Arrendersi e il suo doppelgänger Тоска (Toska) sono scorrazzate punk urlate in faccia con irriverenza. Alessandro mantiene grossomodo questo mood ma graffiando meno, e lascia subito spazio alla tappa conclusiva di questo processo di presa di coscienza: Alice Capisce è un «quadro francese in cui manca qualcuno», il brano forse più emblematico del disco e quello che sintetizza al meglio con questo verso l’effetto straniante dei nove brani di questo debutto.

Toska è un buon esordio, i Gomma hanno molto da dire e lo comunicano in maniera efficace. Le loro canzoni spazzano via a suon di arpeggi e schitarrate tutte le parole che accompagnano la loro opera prima: un viaggio nel subconscio dei giovani d’oggi sciolto in un amaro fondo di una tazzina di caffè.

10 febbraio 2017
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