• mar
    25
    2014

Album

Columbia Records

Andrew Hozier-Byrne nasce ventiquattro anni fa a Bray (Irlanda) ed inizia la carriera musicale una volta spostatosi venti chilometri più a nord, a Dublino, per studiare al Trinity College. Lì si distingue rapidamente all’interno della Trinity Orchestra, prima di collaborare con l’Universal e di entrare a far parte dell’ensemble corale Anúna sia live, che in studio (sul disco Illumination). La fama, non solo locale, è arrivata però grazie all’EP d’esordio a nome Hozier (Take Me To Church), del quale vi abbiamo parlato lo scorso dicembre, includendo anche la titletrack all’interno della playlist SA Presents: Tracks from EPs 2013. Take Me To Church – il brano – è stato un ottimo biglietto da visita capace di raccogliere riscontri positivi su più livelli, grazie ad un testo intelligente che sfrutta la metafora della chiesa per parlare d’altro, a un videoclip di grande attualità e soprattutto a un giusto mix di furbizia melodica e credibilità artistica.

Pochi mesi più tardi troviamo l’irlandese alle prese con un nuovo EP intitolato From Eden, con il compito di dimostrare che Take Me To Church non è stato il tipico fortuito pezzo da novanta che storicamente trasforma le potenziali star nelle più classiche delle meteore. Fortunatamente Hozier pare possedere l’innato talento di quei songwriters a cui riesce tutto facile: muovendosi tra pop, blues e soul moderno (non tanto per strumentazione, quanto per senso ritmico) l’irlandese si impone come una versione aggiornata della tradizione blue-eyed soul irlandese (Van Morrison), attraverso canzoni che non hanno bisogno di particolari o innovative ricerche sonore per farsi apprezzare. Anzi, a ben vedere, uno dei tratti distintivi più evidenti dell’Hozier-sound è un ripescaggio delle radici della black music, alleggerite però di quella stucchevole e spesso ostentata patina retrò.

Grande spazio, quindi, per soluzioni che flirtano con il gospel, arricchite da un sagace uso della chitarra che parte da partiture pseudo-jazzy e finisce ad altezza Jeff Buckley. Esemplare in questo senso il vincente equilibrio pop della titletrack, ma meritevoli sono anche le successive Work Song e Arsonist’s Lullabye. La prima è un concentrato di calore black che trasuda umiltà, mentre la seconda si muove tra tributi a Knockin’ on Heaven’s Door e mantriche atmosfere da deserto. Come Take Me To Church EP, anche From Eden si conclude con una traccia live, To Be Alone, nella quale il Nostro mette in mostra le doti canore e strumentali di cui dispone.

Il rischio che il potenziale venga bruciato dall’hype addirittura prima della pubblicazione dell’album d’esordio esiste (come esiste per Vance Joy e George Ezra), ma per il momento c’è da essere fiduciosi, consci del fatto che uno come Hozier non cambierà mai le sorti della musica.

30 marzo 2014
Leggi tutto
Precedente
Ilaria Viola – Giochi di parole Ilaria Viola – Giochi di parole
Successivo
N_Sambo – Argonauta N_Sambo – Argonauta

album

album

recensione

recensione

artista

album

artista

Altre notizie suggerite