• ott
    10
    2014

Album

RareNoise

Tre anni dopo l’ottimo esordio che li ha fatti conoscere proiettandoli nei primi posti delle classifiche di gradimento della stampa di settore, gli Obake di Eraldo Bernocchi e Lorenzo Esposito Fornasari (LEF) tornano con un nuovo album e qualche novità. La più evidente è sicuramente il cambio al basso elettrico, con l’uscita di Massimo Pupillo (tornato a pieno regime nei redivivi Zu) e l’ingresso di Colin Edwin, già nei Porcupine Tree e nel progetto targato RareNoise Records, Twinscapes, in compagnia di Lorenzo Feliciati.

Otto tracce per quaranta minuti scarsi, Mutations mette la freccia e sorpassa il suo predecessore, surclassandolo da tutti i punti di vista: quello sonoro (incredibile la forza sviluppata dai quattro) e quello compositivo (dimostrando capacità di scrittura incredibili). Proprio come la creatura da cui prende il nome (nel folklore giapponese gli Obake sono esseri capaci di mutare forma), la band cambia aspetto di continuo, passando dallo sludge dei Melvins (emblematico il trittico iniziale) al prog raffinato degli ultimi Tool (Second Death of Foreg), passando dagli Ash Ra Tempel di Klaus Schulze.

La voce di Fornasari, già apprezzata nel supergruppo Berserk!, merita particolare menzione: duttile e robusto, il suo cantato oscilla con nonchalance dal growl più estremo al pop sintetico di Infinite Chain, in cui il timbro ricorda incredibilmente quello dell’ex Japan, David Sylvian. Mutations rappresenta non solo un passo in avanti rispetto all’omonima prova d’esordio, ma un nuovo paradigma con cui le band di genere dovranno obbligatoriamente confrontarsi.

19 ottobre 2014
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