• mag
    13
    2016

Album

Pippolamusic

La ventinovenne Verdiana Raw è interessante non solo per le naturali somiglianze con Tori Amos, Kate Bush, Anohni, Emilìana Torrini relegati tutti assieme in un improbabile (?) coro folk rock nella cattedrale di Santa Maria del Fiore a Firenze, ma anche per quel paesaggio sonoro dream pop (à la Cocteau Twins) a cui giura fedeltà. A quattro anni da Metaxý, l’album di debutto, la Nostra decide di mettere a frutto gli studi in musicoterapia, gli anni al conservatorio e l’ambiente dove, fin da piccolissima, ha recepito tutti gli stimoli musicali. Stimoli che ora trovano una loro matura collocazione in questo secondo album, in cui la musicista è supportata da Fabio Chari (batteria), Antonio Bacchi (chitarra) – entrambi già impegnati nel progetto dal 2012 -, Paolo Favati (bassista e co-produttore) ed Erika Giansanti (violino, viola, violoncello).

Whales Know the Route fa perno sul concetto dell’istinto, della natura che domina le azioni, in questo caso, dell’animale-totem scelto da Verdiana: la balena. La balena in quanto consapevolezza, accettazione dell’ignoto, la memoria della storia umana e, in minor misura, della storia della musica. Durme Durme è una rivisitazione di una ninna nanna della tradizione sefardita, accompagnata qui dai suoni sofisticati del pianoforte e del violino, tanto per dare un’idea delle vastità delle regioni verso cui il cuore umano può spingersi: la tradizione orientale viaggia parallelamente alla cultura celtica. I brani non sono costruiti sulla logica, ma vengono lasciati a una intuitività più pura e, per quanto possa fare paura oggigiorno perdere il controllo e affrontare un bel frontale con un infinito spettro di emozioni umane, le ballate pop-rock (On the Road to Thelema) non stridono con le prove di forza vocale di Verdiana (Planets) e con il violino magistrale di Erica Giansanti.

Verdiana Maria Dolce non è una profetessa della fine, ma dell’inizio: l’inizio della nostra voce interiore, quella che conosce le risposte ma viene spesso soffocata dalle sovrastrutture sociali, da una logicità paradossalmente irrazionale, dai muri eretti per la semplice paura dell’ignoto; il timore che se ci lasciassimo andare alla nostra vera natura, il modo per comunicare con gli altri esseri umani non sarebbe poi un sogno così irrealizzabile e, forse, accomunati dal potere taumaturgico di una musica che trascende la corporeità e si fa preghiera, potremmo dire addio – per citare il sufi Rumi – alla guerra interiore che è in noi, per immergerci in una meravigliosa illusione

1 settembre 2016
Leggi tutto
Precedente
Hoops – Hoops EP Hoops – Hoops EP
Successivo
Brendan Canning – Home Wreaking Years Brendan Canning – Home Wreaking Years

album

artista

Altre notizie suggerite