Recensioni

La loro vittora all’interno del BBC Sound of di quest’anno ha forse colto qualcuno di sorpresa: non che non fossero già lanciatissimi tra gli addetti ai lavori (con qualche risultato pure a livello commerciale) ma, mentre lo scorso anno la vittoria di Sam Smith era – nonostante la concorrenza – assolutamente prevedibile, l’edizione 2015 aveva lasciato maggiori aree di incertezza all’interno di un parco nomination un po’ meno ricco del solito. Stiamo parlando dei Years And Years, trio londinese inserito all’interno della nostra playlist Tracks from Eps 2014 con il brano Real, contenuto nell’omonimo EP. Una gavetta breve e intensa la loro, scandita prima dal passaggio nel rookie Kitsuné e poi dal contratto con Polydor, con la quale hanno fin da subito iniziato a macinare singoli su singoli (Take Shelter, Desire e King le uscite).
L’EP Y & Y, composto dai tre singoli sopracitati e da Memo, ha quindi il compito di tracciare una prima riga all’interno della carriera della band e contemporaneamente apparecchiare la tavola per quello che sarà l’album di debutto attualmente ancora in via di definizione. Ciò che traspare dal quattro tracce in questione è una maggiore tendenza al beat dancey rispetto alle prime release, mantenendo però salda la propria posizione all’interno di una zona inabitata della discografia inglese: gli Years And Years sono un gruppo che fa pop sfacciatamente “paraculo”, ma non sono una boyband, flirtano con i suoni UK club post-Disclosure ma non fanno parte di quel mondo e inglobano influenze nu-r&b/PBR&B ma preferiscono i colori alle tonalità oscure e minimali.
Nel dettaglio, Desire sfoggia un chorus assolutamente efficace che si libera su un ritmo house-pop dal retrogusto vagamente Festivalbar 1996, Take Shelter suona come un improbabile incrocio tra Ace of Base e Lionel Richie, mentre King è l’apoteosi dell’ambivalenza concettuale del trio inglese: è materiale che potremmo tranquillamente trovare in qualche discoteca di periferia, ma ha quel synth risolutore che porta tutto su un livello diverso, risibile ma assolutamente trasversale. La conclusiva Memo invece, nel suo approccio più vellutato, evidenzia le doti canore di Olly Alexander, che si fanno largo tra qualche gorgheggio di troppo.
Preso per quello che è, Y & Y è un EP senza dubbio vincente, con tre potenziali (non è detto che esplodano poi a distanza di qualche tempo) hit mondiali. Se vogliamo invece guardare un po’ più avanti, è chiaro che i tre avranno bisogno di maturare scelte più coraggiose per evitare di trasformarsi in un mero prodotto di massa alla Rixton.
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