Guild of the Asbestos Weaver
Ago
23
2019

Alexander Tucker

Guild of the Asbestos Weaver

Thrill Jockey

CantautoriRock
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Info

A seguire Don’t Look Away, che rompeva una pausa durata ben sei anni e completava una trilogia con i precedenti capitoli Third Mouth (2012) e Dorwytch (2011), Alexander Tucker torna il 23 agosto 2019 con l’ottavo lavoro da studio. Intitolato Guild of the Asbestos Weaver, il disco si propone di espanderne la mistica proposta spostando il baricentro della grana sonora dal songwriting folk di tradizione inglese alla psichedelia fatta di droni e intrecci acustico/elettronici precedentemente esplorati in brani come Gloops Voids (Give It Up).

Rispetto alla scrittura e alle parole, in questo lavoro è stata prestata maggiore attenzione alla manipolazione del suono e agli aspetti della produzione, ed è stato concesso più spazio agli ambienti in cui sono calate le canzoni minimali del musicista inglese. «Con questo album ho voluto mettere assieme le principali influenze che hanno contaminato il mio lavoro, come la fantascienza e i fumetti horror, film e letteratura fino al minimalismo, ai droni e alla composizione della musica per i sogni – scrive il songwriter nelle note che accompagnano la press – Il mio scopo è stato quello di intrecciare questi elementi in cicli ripetitivi che guidassero l’ascoltatore in mondi sia inquietanti che familiari».

Un perfetto esempio delle sonorità del disco, il cui titolo è ispirato dal romanzo distopico degli anni cinquanta Fahrenheit 451 di Ray Bradbury, è l’unico brano che lo ha anticipato, Energy Alphas, un folk immerso in pastorali droni parente – sia melodicamente che arrangiativamente – del Brian Eno altezza Another Green World e Harmonia & Eno, ma anche del Roy Montgomery songwriter.

di Edoardo Bridda

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