Hunter
ago
31
2018

Anna Calvi

Hunter

Domino

CantautoriRock
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Info

Hunter è il nuovo disco di Anna Calvi – successore del One Breath uscito nel 2013 e recensito su queste pagine da Teresa Greco – e viene pubblicato via Domino il 31 agosto 2018. Prodotto da Nick Launay (Nick Cave, Grinderman) ai Konk Studios di Londra – con un’ulteriore produzione a Los Angeles – l’album è stato registrato con l’apporto strumentale di Mally Harpaz, Alex Thomas, Adrian Utley dei Portishead e Martyn Casey dei Bad Seeds, e mostra (secondo il comunicato stampa) «una nuova ruvidezza, un’energia primordiale attraverso cui Anna Calvi spinge la sua chitarra e la sua voce oltre i limiti di ciò che ha inciso fino ad oggi». E ancora: «Hunter è un album viscerale che esplora la sessualità e che infrange le leggi del conformismo di genere».

A proposito del disco, l’artista ha dichiarato: «Sto dando la caccia a qualcosa – desidero di più, desidero esperienze, azione, libertà sessuale, intimità, il desiderio di sentirsi forti, protetti, ed infine il desiderio di trovare qualcosa di bello in questo caos. Voglio andare oltre il gender. Non voglio scegliere fra il maschile e il femminile che è in me. Sto combattendo contro il sentimento di estraniazione e cercando un posto che mi faccia sentire a casa. Penso che il gender sia uno spettro. Penso che se ci fosse consentito essere da qualche parte nel mezzo, non spinti verso gli estremi della femminilità e della mascolinità, saremmo più vicini alla libertà. Voglio scoprire com’è essere qualcosa d’altro, qualcosa che sia diverso da ciò a cui sono stata attribuita. Voglio esplorare una sessualità sovversiva, che vada oltre ciò che ci si aspetta da una donna in questa società patriarcale ed eteronormativa. Voglio ripetere le parole “ragazzo ragazza, donna uomo” ripetutamente per trovare i limiti di queste parole, contro la vastità dell’esperienza umana. Credo nella protagonista femminile che non risponde alle storie di un uomo. Esco nel mondo e lo vedo come mio, voglio qualcosa da esso, invece di essere un prodotto passivo. Sono affamata di esperienze. A volte le cose sembrano chiare e altre volte mi sento persa. Voglio dare tutto in queste canzoni, e facendo ciò mi sento forte ma anche vulnerabile: in quanto persona queer vesto il mio corpo della mia arte come se fosse un’armatura, ma so anche che per essere coerente con me stessa devo essere aperta al dolore ed essere vulnerabile. Lo scopo di quest’album è quello di essere primordiale e bellissimo, femminile e mascolino, vulnerabile e forte, essere il cacciatore, ma anche la preda».

Il disco è anticipato dai videoclip di Don’t Beat The Girl Out Of My Boy, della title track e di As A Man (condiviso in esclusiva su Apple Music il 30 agosto). La musicista è attesa a novembre in Italia per tre date previste a Parma, Torino e Roma.

di Fabrizio Zampighi

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