Album
L'Imboscata
-
Fernando Rennis
- 29 Gennaio 1996
Se Gommalacca è uno dei capolavori indiscussi della produzione battiatesca e dell’intero panorama italiano a cavallo dei due secoli, L’Imboscata spiana la strada. Lo fa soprattutto grazie a una delle perle del canzoniere italico: La Cura, in cui sentimento e immediatezza combattono con un ritmo incerto e trovate strutturali scorrevoli ma audaci (come il passaggio dei “campi del Tennessee”). A controbilanciare queste atmosfere intimiste ci sono la schizofrenica Strani Giorni, l’orecchiabile Di Passaggio o il tappeto elettronico di Segunda Feira.
Il Battiato del biennio 1996/1998 è quanto mai attratto dal verticalismo, dalla malsana eccitazione di unire l’alto (filosofia, musica colta, citazioni letterarie) con il basso (i motivetti immediati, frammenti di realtà rubati alla Tv o al proprio vissuto). Ci riesce risultando credibile, a dispetto di quanti ci proveranno in futuro citandolo come principale ispirazione. Lo fa, tra l’altro, divertendosi con disinvoltura, mostrandosi curioso verso le novità di fine secolo e ansioso di vedere il risultato dei suoi esperimenti, intrapresi in L’Imboscata e sublimati in Gommalacca. Gran parte di queste sperimentazioni si reggono sulle chitarre, su di un rock granitico che sa essere violento e, al tempo stesso, piegarsi all’intimismo.
Su SA trovate un ampio approfondimento di carriera dedicato a Battiato scritto da Fernando Rennis.
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