WHOA
Mar
06
2020

BIRTHH

WHOA

Carosello Records

PopSoul
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Info

All’epoca dell’esordio del 2016 – Born In the Woods – l’avevamo descritta come una folk singer dal cuore scuro, assolutamente contemporanea, in bilico tra soul, pop ed elettronica, cresciuta a pane e Daughter. Lei, che ha iniziato a scriver canzoni da piccolissima, dal canto suo citava Tom Waits e Bob Dylan come numi tutelari di un percorso che l’ha portata a fare della musica la propria vita. Parliamo di Alice Bisi, in arte Birthh che a quattro anni da quel debutto torna con WHOA, forte di un’etichetta di portata nazionale come Carosello, note agenzie booking come DNA Concerti (per le date nazionali) e Paradigm Talent Agency – la stessa di Billie Eilish, Lewis Capaldi, Shawn Mendes solo per citarne alcuni – per l’estero a organizzarle l’attività concertistica e un’esperienza che in questi anni è maturata suonando nelle stesse realtà festivaliere che hanno ospitato PJ Harvey, Mac DeMarco, Andrew Bird, Benjamin Clementine, Nick Murphy e Imagine Dragons.

Il disco, al quale hanno lavorato Lucius Page e l’ingegnere del suono Robert “LB” Dorsey (Solange, Beyoncé, The Roots, H.E.R.) è stato annunciato in concomitanza con un tour tra tappe italiane (dettagli nella sezione concerti) ed estere (all’SXSW di Austin a marzo, e a Leeds a maggio), e anticipato dai brani Supermarkets (una r’n’b lullaby sospesa tra chitarra acustica, bassi profondi e floreali inserti elettronici), Yello/Concrete (più uptempo, con un tocco di soffuso jazz, una melodia à la Emiliana Torrini e ritmiche spezzate di area post-dubstep londinese) e Parakeet (intimista e autobiografica con crescendo elettro-soul sul finale). In particolare, riguardo a quest’ultima nel cui artwork figura una sua foto da piccola, Birthh scrive: «Sono praticamente cresciuta con mia nonna. Ha avuto un infarto e io non ero lì. E questa cosa mi ha spezzato il cuore. Ho scritto Parakeet perché volevo raccogliere I miei ricordi d’infanzia in una canzone. Per me è una canzone speciale, perché fondamentalmente è la mia vita. Sono molto gelosa di questa canzone»

di Edoardo Bridda

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