Album

XO

25 Agosto 1998 pop rock indie

È evidente il tentativo, fin dalla scrittura, di produrre qualcosa di diverso, di svincolarsi dalla calligrafia cruda per approdare a una forma pop-rock più strutturata. Che si tratti di una conseguenza del passaggio a una major è ipotesi del tutto ragionevole, ma Elliott sembra calarsi benissimo nella parte. Metabolizzata la delusione dell’Oscar mancato – il premio va a My Heart Will Go On di Celyne Dion – e l’esibizione del marzo ‘98 allo Shrine Auditorium di L.A., lui indimenticabile pesce fuor d’acqua biancovestito, eccolo esordire come artista su major in agosto: in XO convergono suggestioni power pop (ugge à la Big Star e Badfinger comprese) e popadelia sixties di stampo Brian WilsonLeft BankeZombies (da Elliott Smith, Tutto è niente, di Stefano Solventi).

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