Recounting The Ballads Of Thin Line Men
Set
20
2019

Giant Sand

Recounting The Ballads Of Thin Line Men

Fire Records

Rock
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Howe Gelb alla chitarra e voce, insieme a Tommy Larkins alla batteria e Thøger Lund al basso, cioè l’ultima incarnazione dei Giant Sand, decide di rendere omaggio a uno dei tanti dischi della sua band rivisitandolo e proponendolo con nuove versioni dei brani. Recounting The Ballads Of Thin Line Men riprende il secondo album Ballad of a Thin Line Man, uscito originariamente nel 1986 e già ristampato in una edizione speciale per il 25mo anniversario, con una rilettura che si preannuncia ispirata.

Al tempo dell’uscita Howe militava non solo nei Sand, ma anche nella band country The Band Of Blacky Ranchette, che nello stesso anno pubblica il disco Heartland. Un periodo fruttuoso per il cantante e chitarrista, che per una decina di anni spara dischi a cadenza serrata (più di uno all’anno fino al ’95). La rilettura dell’album – si legge in cartella stampa – «ha ripulito le gemme sepolte, riacceso qualche filippica truculenta e infiammato una rabbia senza età».

La tracklist è stata rielaborata, aggiungendo per l’occasione Reptilian, che era stata inserita nella ristampa per il 25mo anniversario e due take di Tantamount. Tra i featuring Winston Watson (batteria) e Annie Dolan (chitarra) su Desperate Man e Paula Brown, che canta la sua The Chill Outside e i backing di Graveyard. L’album originale è stato descritto da Howe come un pot-pourri di influenze disparate: «Desperate Man = T. Rex; Hard Man To Get To Know = Led Zeppelin; Reptillian = David Bowie; Graveyard = Neil Young; Who Am I = Bob Dylan; You Can’t Put Your Arms Around A Memory = Mott The Hoople».

Potete leggere un approfondimento sui Giant Sand nella nostra pagina artista o recuperare la recensione di Blurry Blue Mountain, a cura di Giancarlo Turra. Di seguito lo streaming della cover di Dylan, All Along The Watchtower, dall’originale.

di Marco Braggion

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