Laurel Halo – Possessed (Original Score)
Apr
10
2020

Laurel Halo

Laurel Halo – Possessed (Original Score)

The Vinyl Factory

Elettronica
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Esce per la britannica Vinyl Factory – il 10 aprile 2020 – la prima colonna sonora curata da Laurel Halo. Non sentivamo la compositrice, dj e producer dall’ottimo dj kicks dello scorso anno, mentre del 2018 era la sua ultima uscita discografica, Tru / Opal / The Light Within You, un EP in coppia con il buon Hodge del giro di Bristol. Il suo ultimo album solista è già di qualche anno fa: Dust risale infatti al 2017, ed è un disco che Raugei in sede di recensione aveva descritto come «piccolo capolavoro di destrutturazione surrealista, tra elettronica filo-R’n’B e free jazz, voci e cut up».

Qui di surrealismo ce n’è ben poco, la colonna sonora va archiviata alla voce “classica contemporanea e ambient”. Ambient scritta col prefisso dark a stampatello però. Il disco contiene i contributi del sodale, e già collaboratore nell’EP Raw Silk Uncut Wood, Oliver Coates, al violoncello, e della violinista kazaca/britannica Galya Bisengalieva (già leader della London Contemporary Orchestra con sede nella capitale britannica). E il risultato si avvicina a quest’ultimo 12”, vuoi per raffinatezza vuoi per questa modalità aperta, eterodossa e avant d’osservare una materia tutta novecentesca. Parliamo di un disco che esplora un vasto spettro d’inquietudine sci-fi già fattasi presente, e lo fa rifacendosi tanto alle colonne sonore di Vangelis quanto ai maestri minimalisti, votati al cinema (Michael Nyman, Glass) o meno (Reich), all’ambient boschiva del giro Kompakt (ovviamente parliamo di GAS ma non solo), ma ancor meglio agli ibridi elettro-sinfonici della serie Recomposed patrocinata dalla Deutsche Grammophon, specie quelli che indagano gli angoli più bui della classica contemporanea (Berio, Nono ecc.).

Le musiche composte dal trio sono per Possessed, il documentario curato dallo studio olandese Metahaven (ovvero il duo attivista Vinca Kruk e Daniel van der Velden, lo stesso di Sprawl proiettato a Transmediale 2017, e altre cruciali installazioni di questi anni) e da Rob Schröder.

di Edoardo Bridda

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