Album

Murmur

12 Aprile 1983 rock

Pubblicato il 12 aprile 1983, Murmur riassume già nel titolo quello che al pubblico del periodo doveva sembrare il cantato di Stipe – ma anche la proposta generale del gruppo: un mormorio, appunto, qualcosa che seppur energico e vitale, se ne sta in disparte, che non sbatte in faccia al pubblico sentimenti o trovate maiuscole e caricate.

Oltre a un’evidente messa a fuoco, una maturazione e una conferma di quanto mostrato finora, il disco mostra un primo ampliamento del ventaglio stilistico: insieme ai recuperi delle due canzoni del primo 45 giri, che qui hanno un suono migliore (anche se secondo il gruppo Radio Free Europe era stata “catturata meglio” sul singolo) e ad altri esempi degli ormai già tipici brani veloci (tra i quali la Catapult oggetto del contendere col primo produttore e la strana 9-9, dove traspare in filigrana la stima per i Gang of Four), compare infatti qualche mid-tempo, come la sospesa Pilgrimage o una classica Talk About The Passion o Laughing, qua e là c’è qualche apertura scarna con basso in evidenza (rari esempi di vicinanza al suono wave contemporaneo), e anche la ballata Perfect Circle, primo esempio di un filone che in futuro avrà sviluppi importanti, oltre allo scherzo swing inglese di We Walk.

I testi sono poco chiari: Stipe li improvvisa, li “mormora”, dichiarerà che dal vivo li cantava a caso, ma Berry dirà più avanti alla stampa che gli stava bene così e che era felice che il gruppo non li avesse mai inseriti nei dischi, mentre Stipe affermerà che «c’è troppo, nei media, che viene servito al pubblico già pronto». Tra le poche cose che si colgono, la citazione della classica preghiera «now I lay me down to sleep / pray the Lord my soul to keep» sembra più un richiamo a Patti Smith che l’aveva citata in Frederick che non una dichiarazione di fede: la religione è abbastanza assente dai pur oscuri testi (arriverà con clamore, ma per ora…).

In Laughing inizia anche una tradizione che arriverà fino all’ultimo album, ovvero quella della citazione di personaggi famosi, esistenti o di fantasia: il primo (tolta la Katie di un misteriosissimo verso di Sitting Still) è nientemeno che il Laocoonte della mitologia, il troiano che aveva avvisato di non accettare il cavallo di legno, come simbolo di quella saggezza che non trova ascolto tra i contemporanei (di nuovo, starsene in disparte). Il gruppo che porta avanti la sincerità e la naturalezza lo fa attraverso il filtro dei riferimenti a personaggi storici o della cultura o dei media: anche questo è un talento.

Alla luce di quanto accadrà più avanti fa ridere pensare che in questo momento si parlasse di “successo”, ma la stampa li loda, i consensi aumentano, e le vendite sono buone per un gruppo indipendente (oggi lo sarebbero per chiunque), al punto che, per il secondo disco, si opta per un suono più brillante e per una maggiore chiarezza dei testi.

[continua la lettura di Sciarade e talenti pop, l’approfondimento di carriera dedicato ai R.E.M.]

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