Album
Red Axes
-
Daniele Rigoli
- 21 Marzo 2020
Dori Sadovnik e Niv Arzi, duo di Tel Aviv dietro cui si cela la sigla Red Axes, sin dal 2010 hanno imposto una personale idea di wave tipica 80′ che guarda tanto alle chitarre dal garage rock (da citare la parentesi psych del quartetto Red Cotton messo in piedi in tarda adolescenza con Udi Naor e Yovav, fratello di Arzi) quanto alla sintesi elettronica, con un corollario di idee e approcci lo-fi e punk prestati al dancefloor, dunque con la stessa identica curiosità che parte della scena alternativa newyorchese riservava alle prime serate hip hop e break della Grande Mela.
Tuttavia, se l’oscuro e gotico crossover post (disco) punk, elettropop ed ebm ha sempre fatto da cartina di tornasole nell’immaginario dei due – trovando sponda nelle selezioni di gente come Andrew Weatherall, Man Power e Jennifer Cardini – il lato prettamente dance ha trovato sempre ampio respiro su EP e 12″, lasciando alle prove sulla lunga distanza una proposta più meticcia, tanto da concedersi nel secondo album (The Beach Goths, 2017) sgangherate ed agresti escursioni folktroniche – e nondimeno blues – che mantenevano comunque un gancio ferreo con la narrativa dei Red Axes.
E con il calendario che si infittiva a vista d’occhio, tra DJ-set e live con tanto di band al seguito, Sadovnik e Arzi hanno iniziato a pensare ad un terzo album che raccontasse la vita on-the road e che fotografasse il presente del progetto attraverso – dicono loro – una vera e propria esperienza d’ascolto. Accompagnato da una sanguinolenta copertina, Red Axes presta tanto attenzione al dettaglio e al sound design quanto alla verve che serve a smuovere le folle presenti ai loro set.
Anticipato qualche mese prima dall’EP Voom che strizzava l’occhio ad house e techno, questa omonima prova (in uscita per Dark Entries, e non poteva essere altrimenti) mette sul piatto un’energia dance ancor più vigorosa rispetto a quella del debutto (Ballad Of The Ice, 2014), carica di groove e povera di filosofia, che marchia ancor di più col fuoco principi e grammatica della coppia. C’è l’ebm acida (Break the Limit), la darkwave (Brotherhood (Of the Misunderstanding)), la psichedelia ’90 tra Underworld e Primal Scream (They Game), torbida italo disco (Watching You) e più in generale uno spirito dance capace di attrarre anche i meno avvezzi alle piste dei club. Anche al netto delle dichiarazioni entusiaste della press («È raro trovare un album che sfidi casualmente la classificazione pur essendo saldamente radicato sul dancefloor»), abbiamo tra le mani un disco fresco e divertente. E va bene così.
Tracklist
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Discografia
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- 1 They Game
- 2 Zeze
- 3 Shelera
- 4 Hold
- 5 Sticks & Stones (feat. Adi Bronicki)
- 6 Moonlight
- 7 Break The Limit
- 8 Watching You
- 9 Brotherhood (Of The Misunderstood) (feat. Autarkic)
- 10 Udibaby (feat. Beatfoot)
- 11 Arpman
