Album

File Under Uk Metaplasm

2 Ottobre 2020 elettronica

Innamorato tanto degli Autechre quanto dei glaciali suoni di marca nu grime e weightless, speleologo della rave e della computer music e acrobata della speed garage, Rian Treanor e la sua complicata – ma non drillante – matrice elettronica tornano per «far muovere la gente in modi imprevedibili» e questa volta lo fanno con una raccolta influenzata da un viaggio in Uganda – per via del Nyege Nyege Festival – e dunque dalla musica singeli.

Niente di facilmente riconducibile agli originali, figuriamoci, e possibilmente ad esser stato preso in considerazione c’è tanto il gqom quanto il frenetico Balani. Di sicuro non c’è più alcun citazionismo rispetto all’Uk continuum quaddentro. Treanor rimane quel possibile anello di congiunzione tra Objekt, Mumdance e Mark Fell e proprio in ragione di ciò, in omaggio alle sopracitate eminenze, File Under Uk Metaplasm porta le cose ancor più in la. Glitch e bleep, gommapiuma e cercalacca, tutto è più weird rispetto al già fomentato Ataxia, debutto su Planet Mu dello scorso anno.

Tradotto in italiano significa che il rosso crinito ha rassettato la già aliena cassettiera sonora producendo qualcosa di ancor più strano e impervio. Eppure, non tutto qui punta a far alzare i peli sulle braccia. Scendendo dalle corde del futuristico ring, scopriamo un Rian più pacificato a cui piace dedicarsi alla scultura sonora. Accade nella parte centrale della tracklist con le progressioni circolari di Metrogazer e Closed Curve, due mefitiche stazioni orbitanti sulle quali calano darkwave macchinica, rituali ancestrali e imperscrutabile cibernetica.

Altrove il ragazzo dell’Inghilterra del Nord pesta ai pad come un vichingo appena salpato per gli anelli di Saturno. Lui magari preferirebbe chiamarla Debouncing questa pratica che delle musiche esplorate dalla Planet Mu 20 anni fa prende la parte più astrattamente complicata (ma non la velocità warp), ma tant’è, spesso ascoltando questa tracce – e Mike Paradinas ci perdoni se passiamo al catalogo Warp – sembra di aver a che fare con versioni alternative di EP 7 degli Autechre.

Autechre senza prefisso Aut-. Mai sentiremmo il duo mancuniano approcciare la materia in modo così vivido, diretto e frontale. E sta qui il bello di Rian Treanor: portare il vocabolario delle macchine e degli automi in un ancestrale dialogo tra creatività e cattività.

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