Album
Rogue Intruder, Soul Enhancer Bloom
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sentireascoltare
- 11 Dicembre 2019
Come detto per Loraine James, il bello del suo approccio come di quello di altri/e producer illuminati/e che si cimentano con musiche nate per il club o gli MC, è quello di riorganizzarle secondo proprie regole, abitarle come qualcosa di autobiografico e personale, come un autoscatto con la vecchia macchina fotografica, più che con il cellulare.
Lo svedese Oli XL, che già aveva dato ottima prova di sé nelle compilation PAN e Posh Isolation, è uno di loro, e questo personale appropriarsi della glitch music come dell’hardcore continuum britannico per osmosi più che per contatto diretto ce lo conferma. La sua è musica fatta per noi che l’ascoltiamo ma anche e soprattutto per lui che l’ha prodotta, in cameretta of course, alla periferia di un mondo iperconnesso e pertanto in laterale centralità rispetto alle mode e al presente. Rogue Intruder, Soul Enhancer Bloom presenta le prove generali per un’autobiografia in diapositive, con il suo viso al naturale che si intravede tra i filtri. È elettronica che richiede i suoi spazi in cuffia, funky in punta e melanconica al palato, tratteggiata con glitchy beat e buffi campionamenti (vedi quello della Loser di Beck in Clumsy), popolata da colorate vocine emoticon stagliate su veloci pennellate Photoshop. Il tutto è calato all’interno delle quattro mura di un monolocale fattosi plastico di una realtà pre-ordinata, con la protagonista perennemente davanti allo schermo e la musica a girare di conseguenza: compressa eppur alla ricerca di vie espressive, euforica come ansiogena, sensuale viceversa robotica.
Oli XL è equidistante della post-garage della Keysound, dalla trap come dall’r’n’b. Fa pop molto sui generis proprio come quello che ascoltavamo nella glitch music del 2002 ma con i necessari scarti. Rogue Intruder, Soul Enhancer Bloom non potrebbe suonare più 2019, è un disco tremendamente attuale proprio come i sentimenti che comprime e rilascia, credibili traduzioni di ciò che prova una generazione cresciuta a Spotify e Smartphone, sciroppi per la tosse e xanax, famiglie disfunzionali e solitudine.
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