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Salem

Salem – Fires In Heaven

30 Ottobre 2020 elettronica
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I master mind della Witch House ritornano in gran deboscio: 29 minuti spalmati in 11 brani che uniscono svenevoli tastierone, scazzatissimo rap e tanto maledettismo emo(zionale) per 30enni ammalati terminali di nostalgia per gli anni Novanta. Ad accompagnare le melodie ripassate nella codeina, un familiare affogato di riverberi, ralenti chopped and screwed e rullantini 808 di marca southern rap. Un back to the future con puntamento 2012 bello e buono e per certi versi un’ideale prequel di tante carriere Soundcloud rap e trap come quella del – già compianto – Lil Peep. Per la serie, se i millennial non usciranno mai vivi dagli anni ’80, la next gen farà lo stesso con il solo 2012. Ascoltare DieWithMe per credere.

Pubblicato a 10 anni dal debut album King Night, Fires In Heaven esce a un mese dalla pubblicazione di STAY DOWN e Starfall, mixtape e singolo con i quali il duo formato da Jack Donoghue e John Holland era riemerso dopo un periodo di oblio. A missarlo troviamo Henry Laufer (ovvero Shlohmo) mentre al mastering c’è un’icona come Mike Dean (hip hop producer classe ’65 che ha lavorato col mondo, da 2Pac a Kanye West, da Scarface a Travis Scott, Drake, The Weeknd ecc.). Disco che idealmente e tardivamente chiude un decennio e che pertanto ha ragioni di culto.

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