Words To The Blind
Nov
17
2014

Savages, Bo Ningen

Words To The Blind

Stolen Records, Pop Noire

Post-punk
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Info

In uscita il 17 novembre 2014 via Stolen/Pop Noire, Words To The Blind è l’album collaborativo tra Savages e Bo Ningen. Il disco è composto da una sola canzone lunga 37 minuti, precedentemente eseguita durante una data alla Red Gallery di Londra a maggio 2013, e descritta dalle due band come “una simultanea poesia sonica“.

Zurigo nel 1916 e Hugo Ball sono determinanti nel creare il Cabaret Voltaire un club che diventerà centrale per il movimento Dada, durante il quale gli artisti avrebbero sperimentato forme di poesia sonora e contemporanea“, ha dichiarato Gemma Thompson spiegando il concept del disco, “un movimento creato attraverso l’orrore della prima guerra mondiale, dove si cercava di comprendere come la società avesse potuto prendere una decisione così illogica. Attraverso la poesia contemporanea inizia il tentativo di approfondire il caos, per trovare la voce di colui che lotta per essere ascoltato. Nella Londra del 2012 le Savages stanno registrando l’album di debutto Silence Yourself, in uno studio appartato nel nord ovest della città. Nel mezzo di tre intense settimane, una sera decidiamo di andare a vedere il concerto dei Bo Ningen al Cafe Oto. Pochi giorni dopo, il produttore Johnny Hostile comincia a riflettere sulla possibilità che i due gruppi possano suonare nello stesso spazio e nello stesso momento. Contemporaneamente, leggo articoli sugli spettacoli al Cabaret Voltaire. Decidiamo di avvicinarci ai Bo Ningen con l’idea di collaborare con loro.
L’idea comincia a prendere forma nei primi mesi del 2013, e ci prepariamo per provare assieme in uno studio con una composizione sciolta basata su cinque capitoli.
Mentre i musicisti cercano di capire come utilizzare i propri strumenti in ogni capitolo scontrandosi e intrecciandosi con le parole cantate in giapponese, francese e inglese da Taigen e Jehn prevediamo anche lo spazio fisico in cui suonare. Immaginiamo una grande sala con forma a “u” per contenere il maggior numero possibile di pubblico posizionato al centro. I due batteristi uno accanto all’altro, e i leader uno di fronte all’altro: chitarristi, bassisti e cantanti alle punte di questa “u”. Alla fine fissiamo una data e uno spazio per ciò che crediamo sia una prestazione “una tantum” che noi chiamiamo Words To The Blind“.

di Daniele Rigoli

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