In Girum Imus Nocte Et Consumimur Igni
Mag
15
2019

Stefano Pilia

In Girum Imus Nocte Et Consumimur Igni

Die Schachtel

RockAvantMinimalismo
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  • Caduta °
  • In Girum Imus Nocte *
  • Sirena +
  • Salita °
  • Et Consumimur Igni *
  • Melusina +
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Info

In Girum Imus Nocte Et Consumimur Igni è il titolo del nuovo disco in solo di Stefano Pilia dopo Blind Sun New Century Christology del 2015, disco che uscirà per Die Schachtel il 15 maggio 2019 (qui maggiori info e pre-order). Non che Pilia se ne sia stato con le mani in mano, visto che da quella uscita il Nostro ha suonato con Massimo Volume e Afterhours (oltre che, notizia fresca fresca, essere entrato come quarto elemento negli Zu) e pubblicato due lavori con Massimo Pupillo (Dark Night Mother e Kenosis), uno condiviso con Alberto Boccardi (Bastet), un altro con Oren Ambarchi.

Adesso è la volta di un In Girum Imus Nocte Et Consumimur Igni che sin dal titolo, il celebre indovinello in forma palindroma dall’origine incerta ma dal fascino innegabile (da Debord agli Einstürzende Neubauten, in molti ne sono rimasti affascinati), rimanda a una idea simmetrica e speculare. I due lati del vinile contengono ognuno tre tracce e sono speculari e simmetrici sia per modalità operative che per sviluppo del materiale, con la traccia conclusiva che armonicamente rimanda alla prima conferendo ciclicità al tutto. A questo impianto Pilia aggiunge una ulteriore stratificazione di matrice esoterica che va a toccare il discorso narrativo e poetico dell’album, descritto dal proprio autore come «il racconto di una ‘caduta’ nel mondo o più in generale del manifestarsi dentro ad un processo e il suo consumarsi», in cui convivono riferimenti e rimandi più o meno diretti al daimon di Hillman, alla Commedia di Dante, a Omero e l’Odissea (in particolare l’evocazione dei morti detta Nekyia), a Jung, all’influenza di compositori rinascimentali come Giovanni Pierluigi de Palestrina e quant’altri. Il tutto, fatta eccezione per il contributo di Rodrigo D’Erasmo (Afterhours) al violino e di David Grubbs (Codeine, Gastr del Sol, The Red Krayola) al piano, rispettivamente in Sirena + e Melusina +, le due tracce conclusive dei rispettivi lati, con il solo uso della chitarra elettrica.

L’album è stato composto e registrato da Stefano Pilia presso BlindSun, Bologna; il mastering è opera di Giuseppe Ielasi mentre Bruno Stucchi è l’autore dello splendido artwork. Potete ascoltare in esclusiva lo streaming integrale nella sezione widget della presente pagina.

di Stefano Pifferi

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