Einstürzende Neubauten (DE)

Biografia

Formati a Berlino Ovest nel 1980 da Blixa Bargeld (al secolo alias Christian Emmerich) e Frank Martin Strauss, meglio noto come FM Einheit, gli Einstürzende Neubauten – i “nuovi edifici che crollano” – hanno di sicuro rappresentato, nel trentennio di carriera che li ha accompagnati tra alti (tantissimi) e bassi (pochissimi), il prototipo del gruppo “industrial”, soprattutto in virtù dei materiali di scarto e di risulta utilizzati in vece della strumentazione classica rock. Si veda al proposito il retro-copertina dell’esordio Kollaps (1981), in cui si fanno beffe dei Pink Floyd.

Nati e cresciuti nel milieu culturale della Berlino post-guerra, tra muri divisori e macerie ancora fumanti, Bargeld e soci – della partita, tra defezioni e rientri, un collettivo in cui spicca(va)no Alexander Hacke (basso, chitarra), N.U. Unruh (vero nome Andrew Chudy, strumenti autocostruiti e percussioni), Mark Chung (basso, voce), Jochen Arbeit (chitarra, voci), Rudolf Moser (strumenti autocostruiti, percussioni, voce), Gudrun Gut (tastiere) e altri ancora – hanno fatto di quel rumore materico uno dei punti di forza se non addirittura un emblema del proprio essere; tanto quanto l’omino stilizzato che ne divenne da subito simbolo e sorta di “marchio” di riconoscibilità tra fans.

Agli esordi rumoristi/bruitisti a cui appartengono album epocali come il citato Kollaps, Drawings Of Patient O.T. (1983), Halber Mensch (1985), Funf Auf Der Nacht Oben Offenen Richterskala (1984) e Haus Der Luege (1989) – dischi che hanno di fatto riscritto il canone industrial diversificandolo, per una serie di ragioni, da quello che era il classico di matrice inglese – ha fatto seguito, a partire da Tabula Rasa (1993, coinciso col passaggio su Mute), una serie di lavori in cui la veemente violenza sonora veniva mano a mano stemperata in una forma nuova, sempre disturbante ma meno parossistica e più legata a forme mature di “avant-pop”, ammesso che una definizione del genere possa essere riconducibile a un’esperienza ostica e cangiante come quella dei berlinesi. Ende Neu (1996), l’ossimorico Silence Is Sexy (2000), Perpetuum Mobile (2004) e Alles Wieder Offen (2007) hanno via via mostrato come i cinque riuscissero a smarcarsi dal rumore tout court, per dialogare, in modi sempre personali e riconoscibili, come una sorta di trademark, con atmosfere altre: dal cabaret mitteleuropeo alle ballate nere.

Il nuovo album Lament è, nella miglior tradizione made in Neubauten, un incredibile lavoro di ricerca elaborato in occasione del centenario della Prima Guerra Mondiale, per il quale Blixa e soci hanno setacciato archivi sonori e letterari al fine di rendere più ampia possibile la ricerca e uscire con un disco che è soltanto una minima riduzione in studio di ciò che verrà messo in scena nei live che ne accompagneranno la pubblicazione (e che vengono descritti dagli autori come una specie di “rock-opera”). In sede di recensione il disco è descritto come “una sorta di riflessione documentata e documentale sul centenario della Grande Guerra, messa in atto dagli EN come fosse un “libretto d’opera” a supporto del tour

Leggi tutto

Altre notizie suggerite