Faith No More (US)

Biografia

Contaminazione, fantasia, eclettismo: queste le parole d’ordine che hanno fatto dei Faith No More non il solito complesso heavy metal, ma una band molto più sfaccettata e imprevedibile (perfino nel look, che a un certo punto contemplava sia la classica tenuta metal che i dreadlocks o i cappellini da baseball). Con il gruppo di San Francisco nasce – o comunque si evolve – l’idea di un metal alternativo, non impegnato solo a superare se stesso in potenza e velocità, ma mutante e onnivoro. Incorporare i groove del funk o alternare il rap al cantato sono solo alcuni degli aspetti della formula sonora dei californiani, storici esponenti assieme ai Red Hot Chili Peppers e ai Primus di quel crossover rock che ha influenzato le sorti di molta musica degli anni ’80 e ’90.

Nati all’inizio degli anni ’80 dopo lo scioglimento dei Faith No Man, di cui facevano parte Bill Gould (basso), Mike Bordin (batteria) e Roddy Bottum (tastiere), i Faith No More si sono infatti evoluti da band post-punk a gruppo camaleontico che ha saputo ibridare il funk metal di partenza con il rap e una serie infinita di spunti appartenenti a diversi generi musicali. Fondamentale poi è stato l’influsso esercitato sui Korn e su tutto il nu-metal, che ha attinto a piene mani dalle idee del quintetto di San Francisco (trasformandole spesso in stereotipi).

Il primo album We Care A Lot, del 1985, mette già in mostra alcuni elementi originali nella collisione tra la chitarra heavy metal di Jim Martin, la sezione ritmica potente ma agile di Billy Gould e Mike Bordin e le tastiere new wave di Roddy Bottum. Il successivo Introduce Yourself plasma e mette a fuoco un funk metal vivace e creativo, con groove più incisivi tra il basso funky di Gould (come nello slap di We Care a Lot, title-track del disco precedente inclusa in una nuova versione) e la batteria “tribale” di Bordin (che si distingue per l’uso vibrante dei tom; il suo stile prende spunto dagli studi compiuti con un percussionista africano).

È però l’ingresso alla voce di Mike Patton al posto di Chuck Mosely a segnare una vera svolta per il gruppo. Il suo registro più vario e imprevedibile aiuta a espandere ancora di più il raggio d’azione dei Faith No More. The Real Thing, già scritto prima dell’arrivo del nuovo cantante, segna un punto fermo nell’evoluzione stilistica del complesso californiano e anche il suo primo exploit commerciale. Il fortunato singolo Epic è un classico del rap-metal e a tutt’oggi uno dei brani che definiscono il peculiare concetto di crossover in ambito rock. È comunque il disco nel suo insieme a esaltare l’approccio eccentrico della band, che fa dell’hard rock una forma facilmente modellabile con l’innesto di elementi presi da diversi ambiti musicali. Il tour è seguito dalla pubblicazione di Live at the Brixton Academy.

Lo stesso discorso vale per il successivo Angel Dust, più sofisticato e perfino “progressivo” nelle partiture e negli arrangiamenti. Parte della sua fortuna è dovuta a un brano escluso della scaletta originale, la cover di Easy dei Commodores, nata come lato B ma divenuta un singolo di successo fino a essere aggiunta nelle successive ristampe dell’album. È l’ultimo LP con Jim Martin, che lascia per divergenze artistiche. Il chitarrista dei Mr. Bungle (l’altra band di Mike Patton) Trey Spruance prende il suo posto in King for a Day Fool for a Lifetime, che più che fondere si divide tra episodi più rock e altri più bizzarri e soft come il singolo Evidence. Criticato da molti che non lo considerano all’altezza dei precedenti, Album of the Year (con John Hudson alla chitarra) è l’ultimo disco prima dello scioglimento, ufficializzato nel 1998.

Il gruppo ritorna in attività con l’ultima formazione nel febbraio del 2009, dedicandosi inizialmente solo all’attività live. Nel settembre del 2014 un’intervista di Bill Gould a Rolling Stone rivela i dettagli del nuovo album, la cui pubblicazione è fissata per l’aprile del 2015. L’antipasto del settimo disco in studio è rappresentato dal singolo Motherfucker, pubblicato in edizione limitata su 7’’ il 28 novembre 2014 e disponibile in formato digitale dal 9 dicembre 2014.

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