Luciano Lamanna

Nato nel 1977 a Crotone e in attività – escludendo le prime esperienze grunge – da quando ventenne inizia a comporre, a Bologna, le prime abrasive produzioni hard tekno su cassetta e vinile assieme a Hide & Seek aka Leg-No nella tribe Tekno Mobil Squad, Luciano Lamanna è produttore, dj (LSWHR), musicista e, non ultimo, ingegnere del suono attualmente residente a Roma da sempre ossessionato dall’«arrangiamento e dal sound» applicabile ad assalti sonori, sinuosi come efferati, riproducibili con synth e macchine rigorosamente analogiche (Moog Voyager (bassline), Roland TR-909 (drums), Korg Polysix (strings) e Eventide H3000S (effetti) oltre a synth vintage modulari). Da anni, Lamanna utilizza il computer solamente come registratore e le sue incursioni sonore spaziano dalla techno più funzionale alle contaminazioni con l’industrial, alle sue declinazioni nel black metal (Ivs Primae Noctis) senza negarsi il gusto per la sperimentazione legata alla cold (e alla dark) wave vecchia maniera, pop e meno pop, neofolk e hardcore, e una non trascurabile produzione di stampo HipHop su commissione a nome Lou Chano per il Truceklan e altre realtà (ispirata anche da ascolti giovanili del Wu-Tang di 36 Chambers ma anche di Cypress Hill, House Of Pain, Faith No More, Suicidal Tendencies, RATM, Anthrax, Public Enemy, Beastie Boys, Slayer e le colonne sonore dei ’70 italiani dai Goblin a Le Orme, Micalizzi ecc.). Tra i numerosi progetti attivati in solo o in varie formazioni e collettivi vanno citati Assalti Industriali (l’abrasivo progetto analog-techno con Broda aka Cosimo Damiano e Damiano Capoccia dei Tkp), Balance (duo assieme a Davide Ricci incentrato sull’improvvisazione ai synth modulari), Der Noir (cold wave band con Manuel Mazzenga e Manuele Frau), oltre ad altri progetti come Lunar Lodge, Coalition Lamanna/Rawmance, Гибель Тургруппы Дятлова e le collaborazioni con Ephel Duath, Zu, Riti Occulti, Tiresia Raptus e Aborym.

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