Ought (CA)

Biografia

Quella degli Ought è un’esperienza carica di significati politici e letterari inseriti in un groviglio di post-punk e indie influenzati da un approccio live impresso su disco a mo’ di jam-session. La band canadese rielabora in chiave post-moderna i suoni di Parquet CourtsWire, The Fall e il ruvido pop dei Velvet Underground, arricchendo il tutto con una grande espressività vocale che ricorda il miglior David Byrne e la sfrontatezza di John Lydon.

Gli Ought si formano nel 2012 da quel vivaio artistico che è Montreal, dove i quattro s’incontrano e decidono di vivere assieme in una comune che permette loro di seguire la McGill University e allo stesso tempo di dedicarsi alla musica. Tutto nasce dall’incontro tra Tim Beeler Darcy (voce e chitarra), il tastierista Matt May e il batterista e violinista Tim Keen. Con l’innesto di Ben Stidworthy al basso la line-up è al completo e il flusso compositivo viene impresso sull’EP autoprodotto New Calm (2012). L’esordio è un biglietto da visita chiaro e diretto: lunghi brani in cui alla voce di Darcy spetta il compito di guidare la dinamica dei brani, che possono essere lunghe ballate come Pill o saliscendi (seppure ancora acerbi) come New Calm, Pt.2.

Manca ancora un po’ di mordente, e per quello bisogna aspettare il primo LP, che arriva due anni dopo grazie anche alla firma per Constellation Records. More Than Any Other Day convince tutti o quasi, dalle testate giornalistiche di settore ai fan del genere. L’album è un pugno dritto allo stomaco, lo si sente sin da quella Pleasant Heart che rispetto alla versione dell’EP sembra animata da tutt’altra personalità. Il disco raccoglie otto brani che difficilmente rimangono al di sotto dei cinque minuti, ma la prolissa espressività degli Ought non annoia. La visione pessimista di una società che lascia in bocca un sapore di insoddisfazione descritta così bene dallo scrittore Don De Lillo irrora tutti gli episodi dell’album, ma non c’è rassegnazione nella realtà filtrata dalla voce di Darcy, bensì una reazione. Lo spin-off di More Than Any Other Day va in scena qualche mese dopo l’uscita del disco, prende il nome di Once More With Feelings e raccoglie tre brani di New Calm assieme a un inedito. La crescita esponenziale della band è così resa ancora più evidente dalle versioni di New Calm Pt. 1 e New Calm Pt. 2, qui più “cariche” e dinamiche rispetto all’esordio di due anni prima.

A settembre 2015 arriva il sophomore: Sun Coming Down è la consacrazione di un gruppo post-modernista in tutto e per tutto, una band che piega il piano intellettuale a seconda delle proprie esigenze. Il vuoto comunicativo denunciato in Beautiful Blue Sky è l’emblema del sincretismo artistico degli Ought. Ancora otto brani, ancora lunghe sessioni racchiuse in un formato canzone rivisto in toto, al posto di strutture pop trite e ritrite. Ancora una visione a tratti spietata dei giorni nostri, ma anche una consapevolezza maggiore, in continuo divenire, perché ogni momento dev’essere vissuto col massimo coinvolgimento, o come direbbero gli stessi Ought, Today, More Than Any Other Day.

Leggi tutto

Altre notizie suggerite