Tricky (UK)

Biografia

Hell is round the corner: un verso simbolo per Tricky, musicista e produttore inglese, al secolo Adrian Nicholas Matthews Thaws. La sua è una delle voci più conturbanti e sfuggenti del trip-hop autorale dei Novanta. Il diavolo lo puoi sempre trovare dietro l’angolo. Non ci sono compromessi, c’è sempre la possibilità di cadere e di risollevarsi, questo ci dice la sua storia personale e professionale.

Dopo essersi fatto le ossa nella prima incarnazione dei Massive Attack (e ancor prima nel collettivo Wild Bunch), il randagio e nomadico bristoliano diventerà una delle icone di fine millennio, grazie a uno stile scavato nel legno e nella nebbia, che si evolverà da un cavernoso post-blues a un’autorialità fatta di contaminazioni sia con l’elettronica che con il rumorismo, sia con il pop che con il rock. Unico comune denominatore l’alternanza, spesso utilizzata a contrasto, tra la sua voce e il controcanto femminile (anche solista) affidato di volta in volta ad alcune protagoniste (la più emblematica resta l’amica/nemica/amante Martina Topley Bird) e l’imprevedibilità dei suoi live, dove è accompagnato da una band.

Sempre attento alle nuove voci del panorama musicale, il Nostro ha prodotto anche il disco d’esordio del rapper Omni IamOmni e inserisce spesso nei suoi dischi artisti esordienti, come la nigeriana Nneka in False Idols o l’italo-irlandese Franky Riley in Mixed Race. Ha inoltre collaborato con Björk, John Frusciante, PJ Harvey e Alison Moyet. La voglia di sperimentare e di provare nuove soluzioni deriva probabilmente dalla sua vita piena di spigoli e di cambi di direzione. Tricky trascorre infatti i primi anni della sua esistenza nel quartiere di Knowle West di Bristol. Orfano da parte di madre a soli 4 anni (Maxine Quaye si suicida a causa di complicanze dovute all’epilessia) e con il padre che abbandona il tetto coniugale prima della sua nascita, passa l’adolescenza a casa della nonna mettendosi presto nei guai (17 anni finisce pure in galera) e accumula pomeriggi su pomeriggi davanti alla TV guardando film horror.

Le prime esperienze con la musica si registrano a 15 anni; qualche anno dopo, alla fine degli anni ‘80, prende parte al collettivo Wild Bunch, sound system che sperimenta con stili diversi, cosa unica al tempo. I DJ set del gruppo si focalizzano infatti su punk, R&B e reggae, mettendo le basi su quello che poi sarebbe stato definito trip-hop o Bristol sound. Da lì sarebbero nati i Massive Attack, e proprio con il gruppo di Del Naja e Marshall Tricky collabora, cantando nell’esordio Blue Lines del 1991 e nel sophomore Protection del 1994. Prima della collaborazione sul debutto dei Massive Attack, Tricky incontra Topley Bird, una quindicenne dalla voce angelica che lo incanta e ispira per la scrittura del suo primo album. Maxinquaye esce nel 1995 ed è un mix di hip-hop, hard rock, soul, reggae, spoken word e dance che segna il punto più alto della carriera del musicista. Il disco avrà un successo planetario, sarà nominato al Mercury Prize (vinto quell’anno guardacaso dal trip-hop dei Portishead con Dummy) e verrà dichiarato album dell’anno su NME.

Dopo l’esordio seguiranno Nearly God, Pre-Millennium Tension (entrambi del 1996), Angels with Dirty Faces, la collaborazione con DJ Muggs e Grease, Juxtapose (entrambi del 1998), Blowback (2001), Vulnerable (2003), Knowle West Boy (2008), Tricky Meets South Rakkas Crew (2009), Mixed Race (2010), False Idols (2013) e Adrian Thaws del 2014. Alti e bassi di un’artista che cede difficilmente al compromesso e cerca di rinnovarsi di continuo.

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