Waxahatchee (US)

Biografia

L’Alabama e la sua geografia, l’infanzia (testimoniata dalla band precedente, P.S. Eliot, in cui militava con la gemella Allison), l’indie rock dei 90s: è questo il sostrato da cui viene fuori Waxahatchee, il progetto di Katie Crutchfield partito nel 2010, il cui nome prende ispirazione da un affluente del fiume Coosa. La musica di Waxahatchee guarda irrimediabilmente al passato, è un concetto espresso in Polaroid in cui la generazione X non ha ancora conosciuto i social, in cui i rapporti sono sempre complicati, sia con la propria persona che con gli altri. Il primo segno di sé Crutchfield lo dà con uno split in cassetta con Chris Calvin, che esce sotto Plan-It-X Records. È l’anticamera per American Weekend, esordio in proprio per la Don Giovanni Records del 2012, registrato  in casa dei genitori in una settimana. La scelta che per prima cambia la carriera di Katie è il trasferimento a Brooklyn, mentre l’esordio comincia a creare attorno a sé un primo, timido riscontro.

La rivelazione di Waxahatchee al mondo indie avviene con Cerulean Salt, il disco del 2013 (sempre per Don Giovanni Records, con distribuzione britannica su Wichita Recordings) che la mette sulla mappa come l’autrice di un canzoniere mai troppo muscolare che punta tanto a ballad con il cuore in gola quanto a distorsioni in area grunge con naturale attitudine riot grrrl. Il seguito, su Wichita Recordings, Ivy Tripp, (di cui Under A Rock è il video che lo accompagna) è fatto della stessa pasta e avvicenda buoni episodi ad altri più mediani. Per il disco della maturità occorrerà aspettare fino al 2017, anno in cui viene dato alle stampe Out in the Storm, il lavoro più brillante e sincero finora, sia a livello musicale che testuale, che l’afferma come un’artigiana dell’indie rock 90s sporcato di grunge e sprazzi di garage.

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